
"Lo Stato - garante per legge e obbligo morale delle prestazioni erogate dall’IPCT - deve arrestare l’oggi evidente, sistematico e preoccupante smantellamento della più importante Cassa pensioni pubblica del Cantone". In un comunicato stampa, l'Associazione Pensionati dello Stato (APS) esprime così il suo sostegno agli assicurati presso l'Istituto di previdenza Cantone Ticino (IPCT), affermando di voler scongiurare la "nuova e forte riduzione" delle future pensioni di vecchiaia derivante dal calo del tasso di conversione dal 6,17 al 5%, poiché vi sono stati ribassi nel 1995, 2000, 2005 e 2012. "Pure i contributi a carico degli assicurati sono stati a più riprese ritoccati verso l'alto".
Contributi cantonali
L'Associazione sottolinea come molti Cantoni e casse pensioni pubbliche abbiano già versato forti contributi a sostegno delle proprie casse pensioni per compensare gli effetti della riduzione del tasso di conversione. L'APS rende noto il desiderio che anche il Ticino sostenga le pensioni e i suoi dipendenti "comunicando ed esplicitando parimenti, nell’ambito della sua politica del personale, quale debba essere il livello delle pensioni dei suoi dipendenti". "È oltremodo importante che gli assicurati attivi e gli assicurati già pensionati siano uniti nel difendere le prestazioni pensionistiche - si può leggere sul comunicato - per anni prospettate dallo Stato, ma sistematicamente poi abbattute nel corso degli ultimi 25 anni a scapito degli affiliati che in buona fede hanno continuato a pagare sempre di più ricevendo purtroppo sempre meno."
Rendite vedovili
L'Associazione sottolinea inoltre come vi sia stato un taglio delle rendite vedovili deciso dal Consiglio di amministrazione dell’IPCT, entrato in vigore a inizio anno 2021, che comporta una riduzione delle rendite del 25% rispetto a quanto in vigore fino al 2020. L'APS si è così assunta "l’intero onere finanziario di una causa e ha portato in giudizio davanti al Tribunale Cantonale delle Assicurazioni il caso concreto di una persona assicurata che si è vista decurtata la rendita vedovile del 25%". L'obiettivo era di accertare il valore legale della modifica di regolamento, "reintegrando la pensione vedovile del ricorrente unitamente a quella di tutti gli altri beneficiari trovatisi nella stessa e doppiamente triste situazione".

