
“È ora imperativo l’uso delle mascherine”. Questo l’appello lanciato in una lettera firmata da 24 medici, impegnati da quasi tre mesi a combattere il Covid-19 negli studi medici, negli ospedali, nelle cliniche, nelle case per anziani e nei check-point. Tra i firmatari figurano il medico cantonale Giorgio Merlani, il presidente dell’Ordine dei medici Franco Denti, il direttore sanitario della Clinica Moncucco Christian Garzoni e il vice Capo Area Medica dell’EOC Mattia Lepori.
“Grazie ai nostri collaboratori, al prezioso supporto delle autorità e soprattutto grazie all’ammirevole disciplina e al grande senso di responsabilità dei ticinesi abbiamo potuto superare la prima ondata di contagi” si legge nella lettera. “Ora è legittimo e comprensibile che tutti abbiano il desiderio di ricominciare ad uscire e incontrarsi, a rivedere i propri cari, ed è indispensabile poter riprendere le abituali attività lavorative, scolastiche e di svago”.
Ci vuole tuttavia cautela con la ripresa delle attività: “L’invito a non abbassare la guardia rispettando le misure di distanziamento sociale e le norme d’igiene accresciuta è stato compreso da molti. In qualità di medici impegnati contro il diffondersi di questa infezione vogliamo però sottolineare l’importanza dell’uso della mascherina, utilissimo strumento per ridurre la trasmissione del virus quando la popolazione riprende a interagire. Come confermato anche dalla “task force” istituita dalle Autorità federali, un utilizzo generalizzato delle mascherine ogni qualvolta non è possibile garantire un’adeguata distanza tra le persone può rappresentare un mezzo fondamentale per rallentare la diffusione dei contagi. Pertanto, raccomandiamo anche noi a tutta la popolazione di seguire questo consiglio”.
L’invito rivolto a tutta la popolazione ticinese è dunque quello di “indossare sempre una mascherina protettiva certificata ogni volta che non può essere garantita la distanza sociale”. Ad esempio quando ci si reca nei grandi magazzini, nei negozi e sui mezzi pubblici, quando si interagisce con altre persone in uno spazio chiuso. “In queste situazioni spesso la distanza sociale non può essere garantita o non viene rispettata, spesso anche inconsciamente. L’uso della mascherina rappresenta quindi un gesto di consapevole responsabilità e rispetto per proteggere sé stessi e gli altri e aiuta a limitare il rischio di una potenziale ripresa dell’epidemia” conclude la nota.
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