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Ambiente
L'ape legnaiola blu-nera (o viola) è l'ape dell'anno 2026
Red. Online
3 ore fa
In Ticino è spesso possibile osservarla sui fiori del glicine o della salvia – Con una lunghezza del corpo di quasi 3 centimetri, «dimostra in modo impressionante quanto sia affascinante e variegato il mondo delle api selvatiche»

Per la seconda volta, le associazioni apistiche delle tre regioni linguistiche, BienenSchweiz, la Société Romande d’Apiculture e la Federazione Ticinese di Apicoltura (FTA), grazie all’aiuto della popolazione svizzera hanno eletto l’ape dell’anno. La vincitrice indiscussa è l’ape legnaiola blu-nera (o viola), Xylocopa violacea. 

La scelta era tra tre specie di api selvatiche, che rappresentavano diverse caratteristiche del mondo delle api. L’ape legnaiola ha avuto la meglio nella corsa al titolo contro l’ape forbice del raponzolo e l’ape del sudore a bande gialle. «Con questa scelta vogliamo richiamare l’attenzione sulla diversità delle diverse specie di api e sulle loro diverse esigenze», spiega Franziska Botte, biologa, apicoltrice della Federazione Ticinese di Apicoltura e coordinatrice del sigillo oro apisuisse. «L’ape legnaiola colpisce per le sue dimensioni, le ali blu-violette e il ronzio rumoroso durante il volo. Dimostra in modo impressionante quanto sia affascinante e variegato il mondo delle api selvatiche».

Amante del legno poco esigente

Con una lunghezza che può raggiungere i 3 centimetri, è una delle api selvatiche più grandi d’Europa, ma è comunque particolarmente docile. È riconoscibile per il corpo nero, le setole scure e le ali blu-violette. Deve il suo nome al suo particolare modo di nidificare: scava nel legno gallerie spesse quanto un dito e lunghe fino a 30 centimetri e utilizza la segatura che ne deriva per costruire, con la saliva, delle pareti divisorie tra le camere di covata. In ogni cella depone un uovo e una scorta di polline. «L'ape legnaiola viola non sa cosa farsene dei classici hotel per insetti. Dipende da strutture di legno morto esposte al sole, come alberi morti o rami spessi. Preferisce il legno di latifoglia morto ma ancora solido, ad esempio di pioppo, salice o melo».

Nella ricerca del cibo, l’ape legnaiola non è particolarmente esigente. Tuttavia, mostra una predilezione per le piante della famiglia delle labiate e delle leguminose. In Ticino è spesso possibile osservarla sui fiori del glicine o della salvia. Chi coltiva queste piante in giardino avrà buone probabilità di incontrare questa spettacolare ape selvatica.

Quasi la metà delle api selvatiche è a rischio

Mentre l’ape legnaiola è relativamente comune, molte altre specie di api selvatiche sono sotto pressione: quasi la metà è oggi considerata a rischio. Esse dipendono da specifici siti di nidificazione – come il legno morto, i fusti delle piante o le zone di terreno aperto – nonché da un’offerta diversificata di fiori. Alcune specie sono addirittura altamente specializzate e utilizzano solo singoli generi o famiglie di piante, il che le rende particolarmente sensibili ai cambiamenti del paesaggio. Nuove sfide come il calabrone asiatico (Vespa velutina) mettono ulteriormente a dura prova gli impollinatori.

Il coraggio di puntare sulla diversità

Chi offre habitat adatti all’ape legnaiola viola – ad esempio strutture di legno morto esposte al sole e una ricca varietà di fiori – contribuisce automaticamente anche al benessere di molte altre api selvatiche, comprese le specie specializzate. Un insieme vario di piante e strutture – come terreno aperto, steli secchi, fiori e siepi autoctone – offre importanti luoghi di nidificazione e fonti di cibo per molti impollinatori.

Corsi di apicoltura con uno sguardo olistico

«Oggi è essenziale guardare all’apicoltura con uno sguardo che abbraccia l’ambiente circostante, api selvatiche incluse, con la consapevolezza che tutto è collegato, dentro e fuori l’alveare», racconta Erminio Chiesa mentre presenta i nuovi percorsi formativi messi a punto con Floriano Moro, responsabile del servizio formazione della FTA. I due percorsi formativi, che avranno avvio già questa primavera: «Il Corso APE» e «Un anno con le API», hanno l’obiettivo di contribuire a promuovere una vera e propria comunità di apprendimento stabile e partecipata. Per info scrivere a [email protected]