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"L'Ape del cuore: far sentire un'attenzione ai bisognosi"
"L'Ape del cuore: far sentire un'attenzione ai bisognosi"
"L'Ape del cuore: far sentire un'attenzione ai bisognosi"
Redazione
8 anni fa
Don Emanuele, ideatore del progetto consegna i generi alimentari raccolti davanti all'Oratorio di Lugano alle famiglie meno abbienti

L’Ape del cuore è ufficialmente operativa. Fino al 21 dicembre la troverete posteggiata in Piazza San Rocco a Lugano in attesa di essere caricata di generi alimentari e prodotti per la casa da consegnare alle famiglie più bisognose della città. Un’idea nata nel cortile dell’oratorio di Lugano.

"Sono stato a far la spesa e l'ho fatta per due. Una per me e una pensando ad un'altra famiglia. Io vengo da una grande famiglia e quindi mi è piaciuta l'iniziativa del direttore dell'Oratorio di Lugano Don Emanuele Di Marco ed è proprio bello non pensare solo a sè ma poter pensare ad altre famiglie, soprattutto in questo periodo", questo la testimonianza di un cliente ai microfoni di TeleTicino. 

E proprio Don Emanuele spiega le origini della sua idea: "Una volta, chiedendomi da dove arrivasse l'idea di questa motoretta a tre ruote, ho spiegato loro che era un veicolo usato nel dopo guerra per distribuire pane e pesce, e allora i bambini hanno detto: perché non usiamo la nostra per portare le cose a chi ne ha bisogno? Da lì è nato il progetto dell'Ape del cuore, già fatto a Pasqua e che ora riproponiamo".

Un periodo dell’anno in cui la maggior parte dei ticinesi festeggia con i propri cari ma che molti purtroppo non possono permettersi. La solidarietà è quindi fondamentale per consentire a tante famiglie di passare delle feste serene. Aiutare è facile.

"Tutti i giorni l'Ape è posteggiata davanti all'oratorio dalle 10.00 alle 18.00 e all'interno si possono mettere generi alimentari, casalinghi. Basta che siano nuovi e chiusi. La sera stessa, tutto quanto nell'Ape verrà portato a famiglie bisognose del Luganese.

Un progetto reso possibile anche grazie alla partecipazione della Conferenza di San Vincenzo, che fornisce a Don Emanuele i contatti delle famiglie più bisognose a cui poi viene portata la spesa.

"Le consegne le fa lei in persona? Quasi tutte sì, a parte qualche giorno nei quali ho qualche impegno. È un'esperienza veramente molto bella, è un modo di far sentire a persone che hanno bisogno un'attenzione", precisa Don Emanuele.

Per fare la differenza basta davvero poco. Don Emanuele lo sa bene."Mi ricordo quando siamo arrivati da una famiglia che abitava al quinto piano e le persone non avevano possibilità di scendere. A questo punto abbiamo portato i sacchetti per cinque piani. È stato simpatico, c'è chi si è commosso nel ricevere la spesa da parte di persone che sono anonime. È quindi un modo di sentire una mano su una spalla e una vicinanza della quale alcuni hanno particolarmente bisogno", conclude Don Emanuele.

Inoltre, l’ape del cuore è anche social, nella speranza di poter aiutare il maggior numero di persone.

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del TG di TeleTicino in onda dalle 18.45

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