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Lanzavecchia: "Il vaccino arriverà fra un anno"
Lanzavecchia: "Il vaccino arriverà fra un anno"
Lanzavecchia: "Il vaccino arriverà fra un anno"
Redazione
6 anni fa
Secondo il direttore dell'IRB si troverà un vaccino ma bisognerà attendere un po' di tempo. "È un mostro nuovo che dobbiamo ancora conoscere"

Sulla questione coronavirus e vaccino si esprime anche Antonio Lanzavecchia, direttore dell’Istituto di ricerca in Biomedicina interpellato al TG Speciale di Teleticino: “Sicuramente si troverà un vaccino, c’è molto entusiasmo e ci sono volontari che si mettono a disposizione per testarlo ma – sottolinea - stiamo parlando della cosiddetta fase uno”. L’efficacia quindi “dovrà essere dimostrata sul campo ed è questo un aspetto molto complesso con cui bisogna lavorare per molto tempo”. Lanzavecchia spiega: “Bisogna pensare di attendere almeno un anno prima di avere un vaccino sicuro ed efficace”.

Anche moltissime malattie ancora oggi non hanno un vaccino, Lanzavecchia sembra fiducioso: “Non penso avremo problemi a trovarlo. Abbiamo fatto grandi passi avanti con la tecnologia dei vaccini, occorre però molto tempo per svilupparlo e testarlo”.

Che cosa ha di diverso questo virus rispetto al virus influenzale è una questione molto dibattuta all’inizio della pandemia. Il direttore dell’IRB ribadisce: “È un mostro nuovo con cui ci troviamo in confronto e che dobbiamo imparare a conoscere”. Inoltre “il paragone con l’influenza calza fino a un certo punto, possiamo sperare che con la stagione estiva e che ci sono meno occasioni di trovarsi in luoghi chiusi possa essere un’attenuazione dei casi. Ma oggi veramente non si può dire per quanto tempo potrà persistere e se sarà stagionale”. Oltretutto, aggiunge, “non c’è un immunità di gregge, il livello di protezione a questo punto della pandemia è altamente nulla”.

E anche secondo Lanzavecchia bisogna convincersi che dovremo convivere con il virus. “Sarà impossibile sradicare il virus, inoltre può avere un serbatoio anche negli animali e ha un’infettabilità così alta che è impossibile pensare se ne vada come se nulla fosse”. E ricorda: "Nella storia sono almeno quattro i coronavirus passati dall’animale all’uomo” ma per un adattamento del virus nella società bisognerà attendere “decine o centinaia di anni”.

Sull’imprevedibilità dell'arrivo del virus nella nostra società Lanzavecchia precisa: “Non ci ha presi impreparati, in vent’anni è la terza volta che un coronavirus crea epidemie, forse abbiamo avuto poca memoria della SARS e della MERS, entrambi ancora presenti”. Quindi, conclude “non ci sorprende che un nuovo cornavirus causi questa infezione, quello che sorprende è la velocità con cui il virus si è trasmesso grazie proprio alle caratteristiche della malattia e soprattutto la sequenza mai identificata prima”.

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