
Combattere il razzismo, il sessismo e l’omofobia con il calcio. Questa l’idea dell’associazione “Un calcio al razzismo” che nella giornata di ieri 22 luglio a Gudo, ha dato il via al torneo “AntiraCup”. Ticinonews ha intervistato una delle organizzatrici, Nicole Rossi.
Il messaggio
“Noi abbiamo scelto il calcio come veicolo attraverso il quale far passare dei messaggi. Questo sport non è il fine ultimo della giornata. Abbiamo scelto il calcio ma la realtà è che vogliamo creare una giornata conviviale dove tutti posso giocare, divertirsi e stare insieme”, dice l’organizzatrice.
Le formazioni
Tra le squadre si possono ritrovare un ventaglio di formazioni, alcune composte interamente da richiedenti d’asilo. “Ci sono delle squadre interamente composte da migranti, piuttosto che quelle che si rifanno al tifo organizzato oppure a movimenti politici. Alcuni gruppi sono semplicemente gli ‘amici del campetto’. Per noi è indifferente se ci sono donne, uomini o bambini”.
Le partite e i premi
La giornata si è caraterizzata anche per il suo fairplay. Infatti, le partite si sono svolte senza arbitri. “Premiamo chi vince il torneo ma anche, ed allo stesso modo, chi ha ricevuto meno punti. Ci sono poi i premi speciali, per chi ha la migliore uniforme ed il miglior tifo. Le squadre tengono il trofeo un anno ed in seguito lo riportano”.
Una ventesima edizione?
La serata si è protratta fino a mezzanotte con cibo e musica. Ora che l’evento è riuscito ad arrivare alla sua decima edizione, l’appuntamento per il prossimo anno è già confermato. “Abbiamo appena festeggiato il decimo anno. Puntiamo al ventesimo”, afferma Rossi.

