
L’obiettivo della Riforma LPP è il rafforzamento finanziario del Secondo pilastro. I promotori della campagna parlano di un mantenimento delle rendite e di una migliore copertura assicurativa per lavoratori part-time e quelli con salari bassi. Non dello stesso avviso i sindacati ticinesi: per la sindacalista di UNIA Chiara Landi tutte le rendite subiranno una diminuzione. “Noi siamo molto contrari a questa riforma, perché svantaggia l’intera popolazione. Comporta infatti un taglio delle rendite della cassa pensione per tutti, perché c’è una diminuzione del cosiddetto tasso di conversione. Questo trasforma il capitale accumulato nel corso di una vita in rendite mensili, ma il coefficiente in questione verrà ridotto e automatiche si ridurranno anche le rendite”.
Una riforma che va a beneficio solo delle casse pensione
Una riforma dunque che agevola, secondo i sindacati, solo le casse pensioni. “Queste, già ad oggi, hanno risparmiato sulla nostra pelle una somma pari a circa 156 miliardi di franchi”, ci spiega Giulia Petralli, sindacalista VPOD. “Quindi loro continueranno a fare cassetta sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici, che vedranno però cadere a picco le loro rendite a fronte di benefici e profitti che andranno a poche categorie di persone, recluse nelle casse pensione”.
Lottare per tutta la popolazione
L’interesse dei sindacati è invece quello di lottare per tutta la popolazione, compresi i pensionati. A ricordarlo è Davina Fitas dell’OCST. “Il grosso rischio è che i pensionati e i futuri pensionati non abbiano poi diritto anche a delle rendite complementari. Bisogna quindi tenere conto di diversi aspetti. Siamo consapevoli che è una votazione un po’ difficile da comprendere, perché molto tecnica. Ma è fondamentale che le persone si informino correttamente. I sindacati non hanno inoltre alcun interesse in questa Riforma, ma lottiamo sempre per il benessere di tutti quanti”.
Un sistema che va rivisto
Per Giulia Petralli - sindacalista VPOD - si tratta di “un sistema a tre pilastri che può essere rivisto”. L’auspicio di un rafforzamento dell’AVS per un sistema ad un solo pilastro può essere una via per il futuro, ci spiega la sindacalista. “L’attuale sistema va ripensato e rivisto. Non so se un sistema a un solo pilastro sia la soluzione, ma è chiaro che il Secondo pilastro – per come è oggi – non è così performante. Secondo il nostro avviso bisogna puntare maggiormente sul rafforzamento dell’AVS, quindi primo pilastro, è sicuramente una via da percorrere o comunque da analizzare”.
Retribuzione per le donne
I favorevoli fanno leva - tra i vari argomenti - sulla retribuzione per le donne. Per Chiara Landi, però, è solo una strategia disonesta. “È molto fastidioso che vengano utilizzati anche argomenti delle lotte femministe per poter far passare una riforma che va a svantaggio di tutta la popolazione. Le femministe, ma in generale i movimenti femminili in Svizzera, sono anni che chiedono interventi sostanziali per poter andare a incidere sul gender gap pensionistico. Le donne sono svantaggiate soprattutto nel Secondo pilastro, dove c’è uno scarto del 60%. Intervenire in questo modo, utilizzando anche le nostre argomentazioni, è però davvero molto disonesto”, ha concluso Landi.

