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Ticino
Lanciata l’iniziativa Udc per limitare l’autogestione
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Marco Jäggli
5 anni fa
Partita oggi la raccolta firme per modificare il regolamento della città, passando dall’autogestione all’”autodeterminazione”, con regole e paletti più precisi per le realtà giovanili

Da autogestione a autodeterminazione: questo il cambiamento su cui potrebbero essere chiamati alle urne i cittadini luganesi qualora l’Udc riuscisse a raccogliere le 3’000 firme necessarie (in 100 giorni di tempo) per l’iniziativa popolare comunale “Adéss Basta!” – NO a un’autogestione al di sopra della legge”, lanciata oggi in conferenza online, con la presenza di Alain Bühler, Raide Bassi e Tiziano Galeazzi. L’iniziativa, hanno spiegato i promotori, è stata lanciata dopo i recenti fatti, dagli scontri dell’8 marzo alla testata alla giornalista della Regione del 30 ottobre, che hanno infine portato alla decisione dello sgombero da parte del Municipio. Sgombero che, per Bühler, “non avverrà nei 20 giorni”, dato il probabile ricorso (con probabile effetto sospensivo), oltre alla prospettiva di un possibile cambio di maggioranza dopo le Comunali, con la sicura uscita di Michele Bertini dall’Esecutivo. Per i promotori dunque: “serve una base legale e i cittadini luganesi devono esprimersi sul tema”, perché per l’Udc bisogna dire ”basta con la violenza verbale e fisica, basta con i vandalismi, basta con le manifestazioni non autorizzate e basta con il non rispetto della legge. Questo tipo di autogestione non deve più trovare spazio in Città”.

L’iniziativa
Punto centrale dell’iniziativa la revisione del Regolamento comunale della Città di Lugano, modificato all’articolo 97bis per inserirvi dapprima il cambiamento di definizione, appunto, da autogestione a autodeterminazione, per gli spazi concessi dal Comune per le attività giovanili. In secondo luogo, la necessità dei gruppi interessati di nominare un rappresentante “che collabori con la Città nel pieno rispetto delle Autorità preposte”, gruppi che dovranno sottoscrivere inoltre una convenzione con la stessa Città, con diritti e doveri esplicitati che, se non rispettati, farebbero decadere l’uso degli spazi. Infine, la modifica attesa che “La città non concede spazi, locali e immobili pubblici” ad associazioni che “non rispettano o invitano a non rispettare l’ordine pubblico”, “propugnano la non esistenza di regole fisse e inderogabili stabilite da un’entità invesista di tale compito” o “non osservano l’ordinamento giuridico comunale, cantonale e federale”. Se la modifica venisse accettata inoltre, il Municipio avrebbe sei mesi per rescindere l’integralità “delle convenzioni, dei contratti e degli accordi” che non dovessero essere conformi all’articolo inserito.

In costituzione un comitato di sostegno
L’UDC sezione di Lugano ha comunicato inoltre di star raccogliendo varie adesioni per la costituzione di un comitato di sostegno all’iniziativa, tra i quali membri si può al momento annoverare: Marco Borradori, Lorenzo Quadri e Michele Foletti e i Consiglieri comunali Lukas Bernasconi, Andrea Censi, Martina Caldelari, Gianmaria Bianchetti e Urs Lüchinger.

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