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Ticino
Lanciata la campagna contro la riforma della previdenza professionale, "È un furto"
Redazione
2 anni fa
"Una riforma ingiusta che impoverisce gli assicurati". Non usano mezzi termini i sindacati, che oggi a Lugano hanno lanciato la campagna contro la riforma della previdenza professionale, sulla quale gli svizzeri saranno chiamati ad esprimersi il prossimo 22 settembre.

"È un furto". I sindacati definiscono così la riforma della previdenza professionale, ovvero sul secondo pilastro, che sarà sottoposta al voto il prossimo 22 settembre. Un tema contro il quale oggi a Lugano OCST, Unia, VPOD, SEV, Syndicom e SSM hanno lanciato la campagna per il no all'oggetto in votazione. Ricordiamo che la riforma, adottata dal Parlamento federale nella primavera dello scorso anno, prevede una riduzione del tasso minimo di conversione nella parte obbligatoria della previdenza professionale (LPP) dal 6,8% al 6%. Questo tasso determina l'importo della futura pensione. "I principali beneficiari saranno le assicurazioni", ha spiegato a Ticinonews Giangiorgio Gargantini, segretario regionale di Unia, che ha voluto sottolineare come "che ad oggi gestiscono cifre nell'ordine dei 1'100 miliardi di franchi". Numeri destinati ad aumentare se dovesse passare il sì alle urne".

Le conseguenze per le donne

Attualmente, ha spiegato Davina Fitas di Ocst, "abbiamo il problema della disparità salariale tra donne e uomini. Questa riforma penalizza ulteriormente le donne visto che si va ad abbassare il tasso di conversione: pagheremo di più, quindi avremo un salario netto minore visti i contributi più alti, ma non avremo una rendita maggiore. E questo è un problema".

"Anche i giovani ne pagheranno le conseguenze"

Se in un primo momento "si pagheranno contributi più alti e questo farà sgretolare il potere d'acquisto", ha aggiunto Giulia Petralli, del sindacato Vpod, "in futuro i giovani che andranno in pensione avranno rendite sempre più basse, nonostante abbiano pagato di più". La preoccupazione è "che si andrà in pensione sempre più tardi, con rendite sempre più basse".