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L'analisi: corsa alle cantonali al via, chi sono i favoriti?
L'analisi: corsa alle cantonali al via, chi sono i favoriti?
L'analisi: corsa alle cantonali al via, chi sono i favoriti?
Redazione
8 anni fa
I partiti di governo hanno svelato le loro liste per le elezioni cantonali: qualcuno riuscirà a scalzare il secondo seggio alla Lega?

Con la conferma del sodalizio Lega e Udc per la lista per il Consiglio di Stato, i partiti di Governo hanno svelato le carte in vista delle elezioni cantonali. Qualcuno riuscirà a scalzare uno dei due seggi leghisti? Ci sono partiti che rischiano l'esclusione dal prossimo esecutivo? Abbiamo provato ad analizzare la situazione, partito per partito.

Lega dei TicinesiAnche se non ufficializzata, la lista è praticamente fatta: i due Consiglieri uscenti Norman Gobbi e Claudio Zali, il capogruppo leghista in Gran Consiglio Daniele Caverzasio e i due democentristi Piero Marchesi e Roberta Soldati. Nel 2015, nonostante l'incredibile votazione di Zali e quella pur ottima di Gobbi, il distacco con il Plr era ridotto a 700 schede. L'alleanza con l'Udc dovrebbe tuttavia blindare i due seggi leghisti. Sarà comunque interessante vedere la corsa al terzo posto, che potrebbe cambiare e non poco i rapporti di forza ta Lega e Udc, anche in vista delle Federali: i democentristi puntano forte sul loro presidente e sull'appoggio che avrà nel Malcantone. Ma Caverzasio è uno dei leghisti con più "appeal" e sarà difficile riuscire a fare più voti di lui. I due inserimenti Udc nella lista sono sicuramente preziosi, con Soldati che risolve in un colpo solo le difficoltà di Via Monte Boglia nell'individuare un candidato del Locarnese e quelle per la "quota rosa". Ma, sul lungo periodo, potrebbe pagare dividendi negativi il non aver provato a lanciare nuove leve.

PLRCi si aspettava una lista d'attacco per il secondo seggio. Così però non è stato. Intendiamoci, Cristina Maderni e Alessandro Speziali sono profili validi che rafforzeranno il gruppo parlamentare, Alex Farinelli e Sebastiano Gaffuri hanno già dimostrato di essere il futuro del Plr e Christian Vitta è reduce da una legislatura per lui positiva. Ma è difficile pensare che, a questa tornata elettorale, questa lista sia in grado di battere quella leghista, con peraltro il supporto dell'Udc. Non ogni male viene però per nuocere: Gaffuri ha le carte in regola per essere una delle sorprese di questa campagna e in generale il Plr sta lavorando bene con i giovani, creando i presupposti per riprendersi il secondo seggio nel 2023. Forse ancora troppo presto per parlarne, ma la Lega dovrebbe fare attenzione a guardarsi le spalle...

PPDIn casa PPD c'è chi tira un sospiro di sollievo. I presupposti erano davvero pessimi: una legislatura, quella di Paolo Beltraminelli, caratterizzata da qualche critica di troppo e un partito che sembrava in un inesorabile calo di consensi. La commissione Cerca però ha lavorato bene e ha tirato fuori una lista valida: ad accompagnare l'uscente Beltraminelli, Elia Frapolli,  Raffaele De Rosa, Alessandra Zumthor e Michele Rossi. Una lista che dovrebbe garantire il mantenimento del seggio al PPD, con la lecita speranza di fare meglio rispetto a quattro anni fa. La grande questione è: a occupare il seggio sarà ancora Beltraminelli? Ci sono almeno due pretendenti credibili al "trono": De Rosa e Frapolli. Il primo sta emergendo come uno dei volti più autorevoli del PPD (e non solo) in Gran Consiglio, ma forse il suo bacino elettorale non è così esteso per poter davvero ambire al Consiglio di Stato. L'ormai ex direttore di Ticino Turismo sembra invece in grado di poter fare sul serio e ha cominciato la campagna con una strategia comunicativa efficace e attrattiva. Entrambi dovranno però fare i conti con il "fattore Beltra", che quando è il momento di fare campagna è abile come pochi altri politici nel Cantone...

PSSe a destra si sono unite le forze, così non è stato a sinistra, che anche in questa tornata elettorale sarà rappresentata dal PS e da tanti partiti "minori". Peraltro, è mancata anche la congiuntura con i Verdi. Una dispersione di voti che sicuramente non farà bene al Partito Socialista, reduce dal consenso più basso degli ultimi 20 anni e con un Consigliere di Stato criticato anche all'interno del suo partito. Tuttavia è difficile pensare che il PS possa perdere il seggio, con tanti elettori che voteranno anche a costo di "turarsi il naso", per usare un'espressione di montanelliana memoria, pur di non perdere la rappresenzanza di sinistra in Consiglio di Stato. Ma va dato anche merito alla dirigenza socialista di aver proposto la lista migliore disponibile: l'uscente Manuele Bertoli assieme a Amalia Mirante, Laura Riget, Fabrizio Sirica e Ivo Durisch, con quest'ultimo però che, per ragioni personali, è stato in seguito sostituito da Danilo Forini. Il passo indietro di Durisch è stato certamente un brutto colpo per il PS, che per motivi ancora non chiariti del tutto ha preferito puntare su Forini piuttosto che sul deputato Henrik Bang. Interessante la scelta di puntare su Riget e Sirica, due giovani che sicuramente faranno parlare di sé nella politica cantonale. Ma ancora più interessante sarà vedere se Mirante sarà davvero in grado di scalzare il seggio di Bertoli. L'economista luganese ha diverse frecce al proprio arco: è stata uno dei volti principali nel successo della campagna contro No Billag e può essere la donna che manca all'esecutivo da ormai una legislatura. Basterà per impensierire il Consigliere di Stato uscente?

Mattia Sacchi

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