
Erano 388 nel 2001, i cittadini di paesi dell'ex Unione Sovietica residenti in Ticino, sono diventati 869 nel 2011. Un'invasione di russi, bielorussi e ucraini, quella che sta vivendo il nostro Cantone, oggetto di un ampio approfondimento nell'edizione di oggi del quotidiano romando Le Temps, dal titolo "Entre les Russes et Lugano, le grand amour". "In Russia vivevamo nove mesi senza sole" ha spiegato un'ex ballerina del Bolscioi, che si è di recente insediata in Ticino con suo marito, "mentre qui c'è praticamente tutti i giorni, per di più fra tutte queste belle piante, queste palme..." Il quotidiano spiega come la passione dei russi per il Lago di Lugano abbia delle conseguenze sul piano locale. Per esempio alla scuola americana Tasis, molto apprezzata dai nuovi arrivi provenienti dall'ex Unione Sovietica. Vittima del suo successo, la scuola ha dovuto mettere diversi allievi russi in lista d'attesa, in modo da non superare una quota di lingua russa fissata al 12%. "Vogliamo conservare una certa diversità delle nazionalità e delle lingue" ha spiegato una collaboratrice della scuola di Montagnola. Il magazine Ticino Management, per rispondere alle richieste dei nuovi immigrati di lingua russa, pubblica quattro volte all'anno dei supplementi nella lingua di Tolstoi. "Sapete come si chiama in Ticino a San Pietroburgo?" ha affermato l'editore del magazine, Valerio De Giorgio. "L'Eden dell'Europa". E i russi da noi non vengono solo per vivere. Anche il turismo sta facendo registrare un'impressionante crescita. Erano 7'500 i turisti russi che hanno visitato il Ticino nel 2001, sono stati oltre 25'000 l'anno scorso. Presto la comunità russa, che ha già una propria radio che trasmette dal Monte Ceneri, avrà pure la sua chiesa: il tempio protestante di Melide è stato infatti di recente acquistato dalla chiesa ortodossa russa.
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