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Ticino
L'ambasciatore Ue capisce il caso particolare del Ticino
Redazione
12 anni fa
Richard Jones ha incontrato stamane a Bellinzona il Governo ticinese, con cui ha parlato delle difficoltà del cantone

L'ambasciatore dell'Unione Europea a Berna, Richard Jones, non è contrario alle misure d'accompagnamento in ambito migratorio applicate in Ticino e capisce e "rispetta" la particolarità del cantone di frontiera. Lo ha sottolineato oggi in occasione di una visita di cortesia al governo ticinese. L'incontro tra Jones e il Consiglio di Stato di questa mattina a Bellinzona, durato oltre un'ora, ha permesso di fare il punto sul caso particolare del Ticino e sulle ricadute della votazione popolare del 9 febbraio sull'immigrazione. "Abbiamo parlato delle difficoltà del cantone e della maniera di procedere affinché gli accordi bilaterali con l'Unione Europea siano rispettati", ha detto Richard Jones in una conferenza stampa, durante la quale ha sottolineato la sua personale conoscenza del Cantone e della sua realtà. La rappresentanza diplomatica dell'Unione europea, è stato spiegato, segue con attenzione i diversi dossier che interessano la Svizzera italiana, soprattutto in ambito di politica economica e dei trasporti. Le dinamiche di frontiera vissute dal Cantone, ha aggiunto l'Ambasciatore, sono in atto anche in alcuni Stati dell'Unione, che - da parte sua - ha da sempre sostenuto l'esigenza di adottare misure di accompagnamento non discriminatorie alla libera circolazione delle persone.   Dal canto suo, il presidente del Consiglio di Stato, Paolo Beltraminelli, ha indicato che "l'UE da prova di comprensione per la nostra situazione e non si oppone alle misure di accompagnamento che completano la libera circolazione delle persone, a condizione che non siano discriminatorie nei confronti dei cittadini comunitari". All'incontro con Jones e il suo collaboratore Stephan Libiszewski, iniziato alle 11.45 nella sala Monte Ceneri a Palazzo delle Orsoline, hanno partecipato anche il cancelliere dello Stato, Giampiero Gianella, e il delegato per i rapporti confederali, Jörg De Bernardi.

 

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