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Alptransit
L’allarme della ProGottardo: “Stiamo perdendo il treno”
© CdT/Gabriele Putzu
© CdT/Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
L’associazione ProGottardo mette in guardia circa il mancato completamento di Alptransit. Il copresidente Alex Farinelli: “Fermandosi a Lugano, l’opera non garantisce un collegamento tra frontiera e frontiera”.

Missione compiuta. Titolava così una settimana fa il comunicato stampa delle FFS per annunciare lo scioglimento della Alptransit San Gottardo SA, dato che l’opera del secolo è stata ultimata. “Quando l’ho sentito sono caduta dalla sedia”, ha detto Giovanna Masoni, tra i membri fondatori della ProGottardo, associazione che oggi ha indetto una conferenza stampa d’urgenza per dire che “no”, l’opera non è ultimata, bensì “pericolosamente incompiuta”. “Ad oggi è monca”, ribadisce ai microfoni di Ticinonews il copresidente della ProGottardo e consigliere nazionale Alex Farinelli. “Fermandosi a Lugano Alptransit non garantisce un collegamento tra frontiera e frontiera, e noi sappiamo quanto sia importante per la mobilità che ci siano opere infrastrutturali performanti, le quali devono però coprire tutto il territorio”.

Il nodo della questione

Il problema? Oltre Gottardo si ignora il fatto che l’opera sia incompiuta e che per il Ticino ciò rappresenti un duro colpo. “Probabilmente ci si è un po’ illusi che con il completamento del tunnel del Gottardo e del Ceneri l’opera fosse conclusa, mentre invece non raggiunge ancora gli obiettivi che si era prefissa, soprattutto quello di eliminare gran parte del traffico pesante dalla strada spostandolo sulla ferrovia”, precisa Farinelli.

Bisogna agire in fretta

Oltre frontiera si procede invece spediti. Il Parlamento italiano ha recentemente autorizzato la spesa di 22 milioni di euro per la progettazione della linea ferroviaria Chiasso-Monza nell'ambito del corridoio europeo Reno-Alpi. Nel pacchetto 2050, invece, il Consiglio federale ha preferito puntare sulle tratte regionali, mettendo in secondo piano le lunghe distanze. Per la ProGottardo è questo il momento in cui potenziare gli sforzi affinché il Governo svizzero modifichi la pianificazione. Occorre però procedere subito con uno studio di fattibilità. “Se non ci sono gli studi di fattibilità, è certo che arriveremo nel 2025, quando il Consiglio federale presenterà il nuovo pacchetto dopo il 2035, e noi non ci saremo”, conferma Remigio Ratti, esperto di ProGottardo.

Branda: “Vogliamo che le merci pericolose passino attraverso la montagna”

Non ci saremo noi come non ci saranno le circonvallazioni di Lugano e Bellinzona, che permetterebbero ai treni merci di non passare dalla stazione. “Questo effettivamente è uno dei grossi temi”, spiega il sindaco di Bellinzona Mario Branda. “Già oggi vediamo un trasporto molto importante su ferrovia delle merci. Alcune di queste sono anche pericolose e attualmente passano dal centro di Bellinzona”. Nei prossimi decenni questi trasporti aumenteranno enormemente e, in prospettiva, “noi vogliamo che tali merci passino attraverso la montagna, possibilmente in una nuova galleria, liberando peraltro degli spazi ulteriori per il traffico passeggeri”.

Discussione a Berna

Tre due giorni la questione verrà discussa dalla deputazione ticinese a Berna e dal Consiglio di Stato. “Ho chiesto che venisse messo all’ordine del giorno anche questo tema, per far sì che si possa decidere come portare questa tematica degli studi di fattibilità riguardanti le opere per il completamento di Alptransit sul nostro territorio”, conclude Farinelli.

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