Cerca e trova immobili
Ticino
"L'albo non è un pasticcio"
"L'albo non è un pasticcio"
"L'albo non è un pasticcio"
Redazione
10 anni fa
Zali replica alle accuse sulla Legge sulle imprese artigianali. "Ormai siamo in perenne campagna elettorale"

È sulle pagine de La Regione di oggi che il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali replica alle accuse piovutegli addosso in questi giorni in merito all'albo degli artigiani, dopo che il Governo ha deciso di esonerare dal pagamento della tassa d'iscrizione le aziende della Svizzera tedesca e romanda.

Zali è stato accusato di aver fatto un "pasticcio" e di aver creato una legge "che compromette ancora una volta gli interessi dell'economia ticinese", come ha dichiarato il primo firmatario dell'iniziativa che chiedeva l'istituzione di una Legge sulle imprese artigianali, il deputato PLR Paolo Pagnamenta.

"Un pasticcio? No, non è un pasticcio" dichiara il consigliere di Stato leghista al quotidiano bellinzonese. "È una questione delicata. Si sta cercando di salvare capra e cavoli, anche con imponenti sforzi diplomatici. E se ci fosse un po' più di unità in questo Cantone, sarebbe forse più facile."

Zali ricorda che nel messaggio governativo sulla Legge sulle imprese artigianali "si avvertiva che la normativa e il relativo obbligo di iscriversi all'albo degli artigiani era in contrasto con il diritto superiore". Ricorda pure che quella legge non è stata partorita dal Consiglio di Stato, ma è nata "da un'iniziativa parlamentare elaborata da Paolo Pagnamenta" ed è stata "plebiscitata dal Gran Consiglio". E in merito alle accuse rivoltegli dal deputato PLR, il ministro afferma semplicemente che "ormai siamo in perenne campagna elettorale".

È vero, ci sono delle criticità, ammette Zali, che però continua a difendere la legge, che ha l'obiettivo di difendere il mercato del lavoro locale. E a chi ritiene che alla fine saranno solo i ticinesi a pagare la tassa, replica: "Questa - si può dire? - è solo una palla che sta circolando. Si dà per acquisito che gli artigiani italiani non vogliano pagare. Invece quelli corretti hanno più interesse di noi per un albo che elimini la concorrenza sleale."

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata