
Il mercato è di quelli importanti e gli artigiani italiani della fascia di confine difficilmente si faranno intimorire dalla burocrazia ticinese.
Riuniti a Varese alle Ville Ponti in un incontro organizzato dalla Confartigianato Imprese di Varese, come riporta varesenews.it, nella giornata di ieri un folto gruppo dei cosiddetti “padroncini” ha preso atto delle modifiche legislative che scatteranno il 31 luglio di quest’anno con la nuova Legge sulle imprese artigianali (anche nota come albo degli artigiani).
La nuova misura introdotta dal DT lo scorso autunno, non sembra impensierire troppo gli artigiani italiani, che saranno chiamati a versare quote maggiori rispetto ad oggi per figurare sull’elenco delle imprese che possono operare in Ticino.
Certo, da più parti nella sala l’aumento della burocrazia e dei controlli è stata identificato come fonte di preoccupazione, ma la sensazione generale è che i “padroncini” non abbiano intenzione di rinunciare al mercato ticinese.
Un sondaggio interno condotto dall'associazione di categoria varesina mostra come il 92% delle 500 imprese interrogate lavori fino a tre mesi l'anno in Svizzera. Dallo stesso sondaggio emerge che l'80% degli artigiani vuole continuare a lavorare oltre confine.
La nuova legge entrerà in vigore a fine luglio, eventuali infrazioni riscontrate dal Cantone porteranno ad una multa fino a 50'000 franchi.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

