
Dopo le recenti critiche alla misura voluta da Claudio Zali provenienti da Oltregottardo, i dissensi sono arrivati anche da chi per primo si era opposto all'Albo.
Se la modifica del regolamento della legge ticinese sulle imprese artigianali (Lia), pubblicata sull’ultimo bollettino ufficiale, ha stabilito che le ditte svizzero-tedesche verranno esonerate dal pagamento della tassa d’iscrizione all’Albo cantonale, la questione con l'Italia resta invece aperta.
Ma la 'vittoria' della Svizzera tedesca ha dato nuova linfa a chi, oltrefrontiera, ha sempre criticato l'introduzione di un Albo degli artigiani in Ticino: "L’applicazione della Lia soltanto a un gruppo di artigiani stranieri è contro qualunque logica", ha detto a il Corriere di Como Enzo Fantinato, funzionario della Confederazione nazionale dell'artigianato (Cna) di Como e membro della commissione internazionale istituita tra Italia e Svizzera in seno alla Regio Insubria proprio sul tema dell’Albo.
"Chiederemo l’immediata convocazione del gruppo di lavoro della Regio, anche per capire meglio le ultime decisioni del Consiglio di Stato. Certo è che al di là del confine sembra esserci molta con- fusione. Tra l’altro - dice ancora Fantinato - non c’è stata sin qui chiarezza nemmeno sulle procedure di ammissione all’albo. Le domande delle ditte comasche sono state una sessantina e dalla commissione di vigilanza della Lia le risposte saranno state una o due in tutto".
A parziale difesa della Lia si alza però anche una voce comasca, quella dell'ex segretario generale della Cgil di Como e oggi consulente di Cna per i rapporti con la Svizzera Giovanni Moretti.
"Con la Lia i ticinesi hanno tentato di dare una risposta a un problema reale, ovvero la presenza enorme di italiani nel mercato del lavoro cantonale. Far saltare tutto forzando la mano sulla palese incongruenza della norma sarebbe miope".
Per Moretti, l’unica strada possibile è un’alleanza tra il Ticino e i territori italiani della Regio Insubria: "La legge c’è, discutiamo la questione a un tavolo politico. Non si tratta di essere concilianti, piuttosto di essere lungimiranti".
Al momento, conclude Moretti, "le domande di iscrizione all’albo da parte italiana non sono nemmeno 300 su una platea potenziale di almeno 5'000 imprese. Bisogna aiutare le aziende affinché possano continuare a lavorare".
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