
Pur non toccato dall’obbligo di chiusura, c’è un settore che in questo momento sta risentendo delle misure anti-Covid: il settore alberghiero. “Credo che in Ticino nessun albergo arrivi alla soglia di una perdita del 40% della cifra d’affari (soglia per rientrare nei casi di rigore, ndr.) proprio perché la stagione estiva è stata comunque positiva”, racconta Michele Santini, direttore dell’albergo Internazionale a Bellinzona ai microfoni di Teleticino. Ma i mancati pernottamenti degli ultimi mesi, l’assenza di congressi ed eventi, la chiusura di bar e ristoranti, e le prospettive poco rosee per i mesi a venire spingono il settore a chiedere un piano di aiuti. “Durante il periodo di Natale e Capodanno c’è stato qualche turista, ma poi la domanda è drasticamente calata”, spiega ancora Santini. Il grado di occupazione attualmente oscilla dal 2% al 5%, troppo poco per far fronte ai vari costi che incombono. Un settore, quello alberghiero, importante per il Ticino, che rappresenta il 10% del PIL e genera occupazione per circa 12mila posti di lavoro.
Un incontro con il Cantone
L’associazione degli albergatori HotellerieSuisse Ticino ha quindi chiesto un incontro, che si è svolto ieri, con il direttore del Dipartimento dell’economia e delle finanze (DFE) Christian Vitta con lo scopo di valutare le possibili strade da percorrere. “Siamo in piena pandemia, ma non stiamo lavorando e stiamo registrando delle perdite importanti. Per ora stiamo iniettando capitali privati, ma non sono infiniti”, spiega Lorenzo Pianezzi, presidente di HotellerieSuisse Ticino. L’incontro di ieri con Vitta è stato positivo e lascia ben sperare per il futuro, aggiunge: “Abbiamo la possibilità della “media mobile”, che ci consente di spostare i 12 mesi sui due anni”, spiega ai microfoni di Teleticino. “Abbiamo inoltre discusso della possibilità di allargare la tipologia di alberghi che percepiscono gli aiuti (non solo quelli legati al settore congressuale) e dell’introduzione di nuovi prestiti covid per chi non ne ha ricevuti durante la prima ondata”.
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