
"Siamo preoccupati per la presenza di ditte estere in Ticino. E siamo preoccupati per la problematica degli appalti e dei subappalti". Non usa troppi giri di parole il presidente dell’Associazione Interprofessionale di Controllo (AIC), Renzo Ambrosetti, per dichiarare guerra agli abusi nel mondo dell’edilizia. In particolare l'AIC è intenzionata ad intensificare i controlli delle ditte e manodopera estera che operano sul territorio cantonale. L’Associazione Interprofessionale di Controllo intende inoltre programmare un incontro allargato finalizzato al coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti (associazioni padronali, sindacati, Commissioni paritetiche, Stato, SUVA, Polizia e Guardie di confine).In poche parole l’AIC ritiene "che vi siano buone ragioni per essere preoccupati di quanto sta accadendo sul nostro territorio cantonale". Infatti, "a fronte dei primi segnali di rallentamento dell’attività edile e artigianale del settore, si contrappone un forte aumento delle entrate di ditte e di lavoratori esteri". Per quanto concerne gli appalti pubblici, recentemente l'AIC ha avuto colloqui con i ministri Laura Sadis e con Marco Borradori per informarli sulla precarietà della situazione. Per gli appalti privati, l’AIC non ha invece molte possibilità se non quella, come detto, di un’intensificazione dei controlli. Lancia nondimeno un forte appello agli architetti, progettisti e imprenditori cantonali del settore, piccoli e grandi, affinché si attivino a collaborare maggiormente fra di loro prima di far ricorso a manodopera e ditte estere.
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