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Ticino
Lago Maggiore, “risolvere disparità di trattamento”
Foto Pedrazzini.ch
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Redazione
5 anni fa
Lo chiede l’Ente Regionale per lo Sviluppo, convinto che la situazione attuale abbia “ampi margini di miglioramento”

Si torna a discutere sul tema della navigazione sul Lago Maggiore. La situazione attuale viene definita “complessa e tuttora insoddisfacente” dall’Ente Regionale per lo Sviluppo, il quale è convinto che ci sia “un ampio margine di miglioramento”. Il recente parere del Consiglio Federale alla mozione dell’On. Storni “non soddisfa la regione del Locarnese”, seppur “lascia intravvedere un possibile sviluppo delegando al Cantone la formulazione di proposte concrete”.

Il paragone
L’Ente sottolinea come negli altri due laghi transfrontalieri svizzeri, il Lago Lemano e il Lago di Costanza, la Confederazione abbia concluso accordi “molto più vantaggiosi, che non prevedono in alcun modo la concessione di un monopolio esclusivo estero sulla navigazione interna svizzera, con cessione della sovranità sulle proprie acque interne, come avviene invece per il bacino svizzero del Lago Maggiore”. La situazione “paradossale” che ne deriva porta a “gravi ineguaglianze ed inefficienze nell’offerta turistica”. È quindi “arrivato il momento di agire”.

Le nuove proposte
L’Ente guarda ora con interesse alle nuove proposte che dal Cantone verranno portate all’attenzione delle autorità federali, ma sempre “mantenendo alta la guardia affinché si trovino soluzioni decisive e non ulteriori compromessi nella forma senza effetti reali sulla sostanza, come purtroppo avvenuto in passato”.

L’auspicio
L’Ers si chiede inoltre “come possa rimanere in vigore senza adeguamenti una convenzione tra Svizzera e Italia che prevede un monopolio italiano sul Lago Maggiore, quando i monopoli nei trasporti pubblici sono attualmente vietati dalle norme anti-trust europee e dalle stesse norme italiane in vigore negli ultimi 20 anni”. In conclusione, il Locarnese attende i prossimi passi del Cantone e “auspica che dalle discussioni in atto emerga come obiettivo minimo l’autonomia gestionale dall’Italia della navigazione nelle acque interne del bacino svizzero del Lago Maggiore”.

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