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Ticino
Lago Maggiore: ripicche a luci rosse
Redazione
17 anni fa
Blocchi di cemento davanti al Motel di Riazzino. Li ha messi il proprietario dell’immobile: il gestore non pagherebbe l'affitto

Grossi blocchi di cemento armato davanti alle entrate e una vecchia macchina da cantiere ad impedire l’accesso al postribolo Lago Maggiore di Riazzino. È quanto ha trovato questa mattina il gestore del locale a luci rosse. Sopra i blocchi di cemento un messaggio inequivocabile: "Se non paghi non entri". Ideatore dell’eclatante gesto il proprietario dell’immobile, Marino Marinovic, che al telefono ci spiega: “È da giugno che non vedo un franco. Mi devono 300mila franchi di affitto. Inoltre le fatture e i precetti esecutivi per l’acqua e l’elettricità non pagata arrivano a me”. Insomma, visto che le vie legali non hanno sortito nessun effetto, Marinovic si è organizzato e ha fisicamente impedito al gerente di entrare. “Sono mafiosi”, prosegue il proprietario dei gestori, che fanno capo alla società anonima OMR. E aggiunge: “Sanno che fra due o tre mesi dovranno chiudere e allora se ne fregano e non pagano”. Da parte sua il gestore del postribolo, fuori microfono, rimanda le accuse al mittente: “Non è vero che non pago. Comunque per il momento le autorità ci hanno dato ragione e hanno ordinato di togliere i massi. Per il resto confido nella giustizia”. Questa mattina sul piazzale proprietario e gestore, ognuno con i propri uomini al seguito, non se le sono mandate a dire: il primo non voleva far entrare nessuno, il secondo, con gli uomini della sicurezza, voleva smantellare il blocco. Alla fine ci ha pensato la polizia cantonale a sedare gli animi e ha ordinato di rimuovere i massi di cemento. Ma visto l’ambientino c’è da scommettere che quella di oggi è solo la prima puntata nel nuovo capitolo che riguarda il bordello più chiacchierato della regione. IC

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