
Il laghetto di Muzzano ha bisogno di aiuto e subito. Le sue acque sono oramai sempre più spesso di color caffelatte e sempre meno specie ittiche riescono a sopravvivere. A lanciare l’allarme è il deputato leghista Angelo Paparelli che in una mozione chiede al Consiglio di Stato che il Cantone e i comuni confinanti comprino il laghetto, appartenente dal 1945 a Pro Natura, e se ciò non fosse possibile “procedere all'esproprio forzato dei beni succitati”. Sì, perché se le acque ticinesi sono demaniali, mentre il laghetto di Muzzano non lo è. “È un contenuto catino di appena 22 ettari dal basso fondale – scrive nella sua mozione Paparelli -, un raro esempio di lago glaciale della fascia collinare prealpina dal fascino particolare, e non sto qui a enunciare tutti i pregi del laghetto di un tempo che fu, ma vorrei solo porre l'accento sul grande difetto di questo bene "comune"; il laghetto di Muzzano ahinoi è privato!”. Il deputato tiene a sottolineare che con questo atto parlamentare non vuole certo mancare di rispetto a Pro Natura, “ma solo perché il mozionante è convinto che se non si interverrà in tempi brevi e con mezzi che forse solo l'ente pubblico potrà mettere a disposizione, la fine del laghetto sarà inevitabile; forse addirittura imminente”. E ancora: “Se è pur vero che Pro Natura partecipa attivamente con grandi sforzi finanziari, ai provvedimenti che vengono periodicamente attuati a protezione del laghetto, va pur detto che in ogni caso il sostegno del Cantone e dei Comuni vicini è determinante; interventi tutti a sostegno di un bene che è pur sempre privato”.
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