
È attivo in politica da diversi anni, uno dei due agenti della Polizia comunale condannati venerdì scorso a 18 mesi sospesi per sequestro di persona, abuso di autorità, violenza e omissione di soccorso nei confronti di un rumeno.
Il 29enne, oltre ad essere poliziotto, ricopre la carica di consigliere comunale già dal 2004. Ne ha dato notizia la RSI. L'uomo ha seduto dapprima nel Legislativo di Sigirino in rappresentanza del PLR, poi nell'aggregato Monteceneri dove, dopo essere stato brillantemente rieletto, nel 2012 ha cambiato casacca indossando quella del gruppo Lega-UDC-Indipendenti.
L'agente ricopre tuttora questa carica, oltre a sedere nella Commissione petizioni e acqua potabile.
L'obbligo di dimettersi dalla carica riguarda solo i municipali, mentre per i consiglieri comunali non sussiste, come ha spiegato a La Regione il capo della Sezione degli Enti locali Elio Genazzi. La decisione può quindi essere presa solo dal diretto interessato, che è tuttora impiegato del Comune di Lugano, seppur sospeso dalla sua carica.
Nemmeno il voto del 9 febbraio sulla rieleggibilità e la destituzione dei politici cambierebbe la sua posizione, visto che la posizione dei consiglieri comunali non è contemplata nella nuova legge.
Intanto il 29enne si è scusato e pentito per l'accaduto. Sul suo futuro non ha ancora preso decisioni, ma è probabile che rinunci a ricorrere in Appello contro la sentenza. Non è ancora certo un suo licenziamento da parte della Città: sempre a La Regione, il sindaco Marco Borradori ha lasciato aperta la possibilità di reintegro dei due agenti in qualità di operai.
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