
L’agenda scolastica è finita al centro delle polemiche per le sue storie e slogan a sfondo ecologista. A pochissimi giorni dall’inizio delle lezioni sul tema è già scattata un’interpellanza, firmata dall’UDC, Lega e alcuni deputati PPD. Teleticino ha interpellato i deputati Paolo Pamini (UDC) e Samantha Bourgoin (Verdi) per un confronto.
Pamini: “Agenda troppo unilaterale”
“Non è tanto la scelta del tema, l’ambiente è importante, ma non ci va giù il modo in cui si è pensato di proporlo a dei bambini di quinta elementare fino al liceo” spiega Paolo Pamini, intervenuto nel Tg di Teleticino. “Immagini di ragazzi con il pugno alzato, offrendo una visione unilaterale del problema ambientale, è altamente questionabile, soprattutto perché lo fa il Cantone” prosegue il deputato. “L’agenda non offre del materiale critico ai ragazzi per riflettere per esempio sulle condizioni di lavoro dei lavoratori nelle miniere in Africa per poi produrre le batterie dei loro telefonini. Le soluzioni che vengono offerte sono quelle di andare in piazza a reclamare. Questo ci lascia sconcertati”.
“Il fatto che si dialoghi fa parte dell’istruzione, ma bisogna offrire materiali che prendono in considerazione varie campane” aggiunge Pamini. “L’agenda tradisce quella che è la matrice ideologica della “scuola che verrà”, che abbiamo bloccato alle urne e che il dipartimento vuole far rientrare dalle finestra con la tecnica del salame. Chi difende oggi l’agenda, sono tutte quelle persone che si sono opposte all’introduzione della civica a scuola”.
Bourgoin: “Quale sarebbe l’altra campana? Che non ci sono problemi ambientali?
Di tutt’altro avviso la deputata Samanta Bourgoin (Verdi). “I problemi ambientali sono di tutti, soprattutto delle nuove generazioni. Sono loro i protagonisti, in questo momento vittime, ma saranno protagonisti se noi li aiuteremo nell’affrontare la crisi climatica. Credo che un’agenda che renda attenti i futuri cittadini all’emergenza globale sia senz’altro saggio. Pamini sfrutta questa occasione per promuovere le idee della destra della una scuola privata. Non ne fanno un mistero, vorrebbero smantellare la scuola pubblica e delegare l’istruzione a degli istituti privati.
I contrari a questa agenda ribadiscono che il tema è troppo unilaterale. “Ma l’altra campana quale sarebbe? Che non ci sono problemi ambientali? O che non è importante andare a scuola? ribatte Bourgoin. “Sulla copertina vediamo Malala, una ragazza che ha subito un attentato perché propugnava il diritto all’istruzione per le bambine. Quindi di che cosa stiamo parlando? Di non vedere l’importanza della scuola? Che l’ambiente è una cosa che non ci riguarda? Dobbiamo educare i futuri cittadini a prendere a cuore il proprio destino”.
“I movimenti di piazza non sono per niente pericolosi” aggiunge Bourgoin. “Semplicemente ci rendono attenti sul fatto che non siamo gli unici attori nello scacchiere. Non è semplicemente il politico che può determinare l’opinione pubblica, ma ci sono anche delle persone fresche che vogliono portare avanti le proprie idee. E quindi dobbiamo confrontarci tutti assieme”.
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