
La separazione tra l’azienda elettrica ticinese e il suo ormai ex direttore, Reto Brunett, fa discutere il mondo politico. I rappresentanti dei partiti chiedono soprattutto chiarezza all’AET. Si aspettano spiegazioni su quanto è accaduto ieri quando, dopo un Consiglio d’amministrazione straordinario, è giunta la notizia della fine del rapporto di lavoro tra l’azienda e Brunett. “Attenendomi a quanto dichiarato da AET – dice Giovanni Merlini - è chiaro che se è venuto a mancare la fiducia tra direttore e consiglio d’amministrazione, non c’era alternativa. Adesso si tratterà di capire nel dettaglio cosa è successo. L’azienda – aggiunge il presidente del PLR - ha bisogno sicuramente di serenità. E non è neanche detto che un avvicendamento ai vertici possa contribuire a un rasserenamento del clima”. “Bisogna capire esattamente cosa è successo”, argomenta Manuele Bertoli. “Quello che mi sembra sia chiaro è che in qualche modo c’è stato un periodo in cui la parte operativa dell’azienda poteva fare il bello e il brutto tempo. I fatti di ieri mi pare dimostrino che non sia più così. E che ci sia più controllo da parte del consiglio”. “Spiace tuttavia – conclude Bertoli - che si sia arrivati a questo punto. In questo senso l’azienda dovrà fare piena chiarezza”. “Sono abbastanza sorpreso dalla notizia”, dice il capogruppo PPD Paolo Beltraminelli. “Sicuramente se il Consiglio ha preso questa decisione non lo ha fatto a cuor leggero. Ora la cosa più importante è capire se con l’addio di Brunett cambierà anche la politica dell’azienda. Mi pare fondamentale ricostruire un clima di fiducia attorno all’AET, con un nuovo direttore capace di tenere il timone e che conosca bene il Ticino”. Il capogruppo della Lega Attilio Bignasca si dice “pienamente soddisfatto della decisione del Consiglio d’amministrazione”. Anche se, precisa, i"l licenziamento di Brunett è arrivato con un anno di ritardo. E sottolineo, licenziamento: secondo voi un Consiglio d’amministrazione si riunisce la prima settimana di agosto in seduta straordinaria, per una separazione consensuale?” Per Pierre Rusconi ci sono due aspetti che l’azienda deve chiarire immediatamente ai suoi azionisti, cioè ai ticinesi. Il primo: “Perché – si chiede il presidente dell’UDC – si è risolto il contratto con Brunett nel corso di un consiglio d’amministrazione straordinario estivo? Dobbiamo aspettarci che l’ex direttore ci abbia lasciato in eredità altri investimenti lungimiranti?”. Seconda domanda: “Come mai Laura Sadis è caduta dalle nuvole alla notizia della separazione tra AET e Brunett?”.AELLE
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