
Per molti, se non quasi tutti, 780mila franchi non sono di certo una cifra da poco. Ma per una città come Lugano, questi corrispondono “solo” allo 0,15% del budget annuale totale.
Domani il legislativo luganese dovrà decidere se concedere o meno all’aeroporto di Lugano il proprio supporto finanziario, ammontante ad un massimo di 780mila franchi annui a copertura del disavanzo d’esercizio, oltre che a circa 5 milioni una tantum per risanare i conti. Cifre da capogiro? Dipende dai punti di vista. In un articolo pubblicato oggi su Il Caffè, viene fatto un confronto con le altre spese di cui la città si fa carico ogni anno.
Ad esempio, solo la Trasporto Pubblici Luganesi (TPL), riceve ogni anno 17 milioni in soldi pubblici, di cui la maggior parte da parte della città di Lugano. Certamente i trasporti pubblici sono di grande utilità per la popolazione, ma bisogna tenere conto che solo la funicolare del Monte Brè riceve ogni anno 375mila franchi.
Altri servizi, come gli stabilimenti balneari (che secondo l’articolo avrebbero costantemente i conti in rosso), hanno ricevuto solo l’anno scorso 2,7 milioni a copertura dei costi di esercizio, più altri 300mila per riparare ai danni causati del vento al Lido Riva Caccia.
Anche lo sport ha le sue spese da coprire, come ad esempio i quasi 3 milioni stanziati dalla città per rifare l’impianto di snebbiamento della Corner Arena. Se poi andiamo ad aggiungere tutti gli eventi e attività culturali finanziati dalla città, tra cui il Lugano Festival, Museo d’Arte, e Compagnia Finzi Pasca, complessivamente il Dicastero cultura, sport ed eventi ha speso oltre 30 milioni in più di quanto incassato. Per non dimenticare il Lac, costato oltre 200 milioni, per il quale, sempre nella giornata di domani, il Consiglio comunale dovrà approvare nuovi finanziamenti per circa 8 milioni, per il quadriennio 2020-2024.
Sempre nell’articolo, viene chiesto come sia possibile attribuire motivi finanziari al rifiuto di sostenere lo scalo aeroportuale, considerate tutte le altre spese versate dalla Città ogni anno, che a confronto risultano essere ben più esose.
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