
È un fenomeno sempre più frequente quello dei “furbetti” che fanno spese importanti nelle botteghe self-service delle aziende agricole e se ne vanno lasciano pochi spiccioli pensando di farla franca. Almeno secondo Roberto Ponzio, titolare della fattoria Ponzio di Sant'Antonino. Il contadino non nasconde la sua esasperazione e la sua rabbia. Nel suo negozio self-service, aperta da quattro anni, si trova un po’ di tutto, uova, marmellata, formaggi, salumi, sottaceti… Tutti prodotti nostrani e locali. Acquistarli è semplice: li si sceglie, li si segna su un foglio, si fa il calcolo del totale e si paga in contanti o in modalità elettronica con Twint. Un sistema basato sulla fiducia, che però in molti tradiscono. "Quest'anno i furti sono aumentati in maniera importante", commenta ai nostri microfoni. "Sono molto deluso".
La coppia che parla di dialetto...
I numerosi ladruncoli sono stati immortalati dalla videosorveglianza del negozio che evidentemente, nonostante i cartelli, non avevano notato. In questo video del 10 ottobre si vede il modus operandi adottato in uno di questi casi. Una coppia entra. La signora, dall'aria distinta, sceglie la merce: in questo caso formaggio dell’alpe, marmellate, salumi, yogurt, una grappa. Chiacchierano in dialetto. Il marito, scrupolosamente, segna tutto e fa i conti: la spesa raggiunge i 100 franchi. Tanta solerzia nel segnare la merce che si intende acquistare non si traduce però nel pagamento effettivo. Nel video si vede infatti la signora aprire il borsello, fingere di inserire una banconota da 50 franchi nella cassa ma all’ultimo sfilarla e mettere al suo posto una da 20… Non contenta sostituisce la grappa con una più cara e si serve ancora di due marmellate.
...e l'uomo che lancia due simbolici franchi
Pochi giorni prima, il 3 ottobre, un uomo dopo aver fatto la spesa e controllato che nessuno da fuori lo guardasse ha lanciato 2 simbolici (e assolutamente insufficienti) franchi nella cassetta. Convinto di averla fatta franca, non ha però notato l’occhio, anche decisamente appariscente, della videocamera di sorveglianza che ha filmato tutto.
Autori individuati
Sono solo due di numerosi casi. È tutto documentato, perché non denunciare? "Occorrerebbe un minimo di valore della refurtiva per denunciare", risponde Roberto Ponzio. "Con la videosorveglianza siamo però riusciti a individuare gli autori e a trovare un compromesso con loro. Se però il futuro è questo, dovremo decidere se valga la pena continuare". In questo senso, una soluzione potrebbe essere quella di chiudere il negozio anche solo per un periodo. Roberto, però, ci fa sapere che gli dispiacerebbe per tutti i clienti e le famiglie oneste che si servono alla bottega e visitano la fattoria.

