
Violazioni, manchevolezze, disattenzione delle competenze, mancato rispetto delle decisioni. In tutta una serie di situazioni il municipio di Bissone ha agito in modo decisamente non rispettoso della legge. A dirlo è il Consiglio di Stato in risposta alle istanze inoltrate tra giugno e settembre dello scorso anno dal Gruppo Socialista e Indipendenti, dal consigliere comunale Roger Bacciarini e dal municipale Gianmaria Verda. La notizia è stata anticipata da TeleTicino.Una serie di denunce sull'agire del municipio di Bissone negli anni passati. Dalle note vicende legate al Lido al rilascio di licenze edilizie, dal licenziamento cautelativo dei dipendenti comunali alla delibera di opere d'architettura. Passando per l'utilizzo di un'area del comune quale parcheggio senza il permesso del proprietario fino ai rimborsi spese poco convincenti concessi ai municipali, il mancato domicilio a Bissone dei municipali del movimento Nuova Bissone, e poi ancora la posa di telecamere al Lido malgrado la contrarietà del consiglio comunale, pagamenti di mandati e fatture secondo procedure irregolari e via dicendo. Istanze che si inseriscono in un più ampio contesto di procedure pendenti presso diverse autorità. A partire dalle istruttorie penali di cui si sta occupando il ministero pubblico sull'ex sindaco Ludwig Grosa, la vicesindaco Daniela Marazzi Fontana e il segretario comunale. Quanto alle sanzioni, il Consiglio di Stato si riserva di valutare le singole violazioni alla luce di quanto emergerà dai procedimenti penali e dalle verifiche dei conti consuntivi 2010 e 2011. Questo, come detto, ai fini di un provvedimento sanzionatorio. Ma il Governo mette le mani avanti: che non si venga a dire che il municipio di Bissone agì nell'interesse del comune. Fare gli interessi della comunità, scrive il Governo, è implicito nell'attività politica. Chi assume una carica firma la dichiarazione di fedeltà alla costituzione e alle leggi. In poche parole: l'agire a favore del bene comune non giustifica la disattenzione delle leggi.
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