
L’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT), nata nello scorso ottobre dalle ceneri di CoReTi e ACUTI, perde un pezzo. Forse non di peso come Lugano e Mendrisio, i due centri urbani che non ne fanno parte, ma è comunque una defezione importante. Perché il comune di Monteggio, che ha annunciato oggi le sue dimissioni, sarebbe proprio uno di quei comuni, piccoli e di periferia, che l’ACT si promette di difendere. "Troppe associazioni in Ticino"“Ci sono troppe associazioni in Ticino” commenta il sindaco di Monteggio, Piero Marchesi. “Da quanto abbiamo visto finora, non è possibile ipotizzare una proficua collaborazione con l’ACT, per cui abbiamo deciso di farci rappresentare dall’Ente Regionale di Sviluppo del Luganese.” "E ci criticavano di aiutare i grandi..."Una decisione che sorprende il presidente dell’associazione, il sindaco di Sementina Riccardo Calastri. “Sono deluso” afferma. “La critica che ci veniva rivolta più spesso era quella di fare troppo per i comuni grandi e troppo poco per quelli piccoli. Prendiamo atto che il comune di Monteggio non la pensa così e che preferisce farsi rappresentare da qualcun altro. Anche se l’ACT e l’ERSL sono due cose diverse: noi abbiamo un ruolo più istituzionale, loro di promovimento economico.” "Forse non sanno"Calastri ritiene la decisione di Monteggio un po’ precipitosa. “L’associazione è nata nell’ottobre scorso, è difficile valutare il suo operato dopo così poco tempo. Forse loro, essendo un comune piccolo, sono limitati col personale e non hanno potuto partecipare ai nostri lavori, per cui non hanno capito il nostro ruolo.” Quante battaglie per i comuniL’ACT continua ad essere attiva su più fronti, sempre nell’interesse dei comuni. “Chi ha promosso il referendum sulle curatele?” chiede Calastri. “Chi è andato in commissione energia per difendere i comuni? Chi sta lottando per la causa dell’ex privativa, sempre a favore dei comuni?” Associazione pur sempre unitaL’associazione, malgrado priva di due centri trainanti come Lugano e Mendrisio, e ora di Monteggio, intende proseguire sulla sua via. “Abbiamo pur sempre centri come Locarno, Bellinzona, Chiasso, Giubiasco e Biasca tra i nostri membri. E l’unico aspetto su cui non si va d’accordo è la perequazione. Per il resto le nostre battaglie sono battaglie a favore di tutti.” Dialogo con Lugano e MendrisioCalastri non teme che l’associazione dei comuni ticinesi si tramuti in un’associazione dei comuni sopracenerini. “No, anzi” afferma. “Il nostro vicepresidente, per esempio, è il sindaco di Capriasca. I problemi dei comuni del Sopraceneri sono quelli dei comuni del Sottoceneri. Ed è nostra intenzione riallacciare il dialogo con Lugano e Mendrisio. In questi primi mesi di attività della nostra associazione, i due comuni erano impegnati nel rinnovo delle autorità. Ma prossimamente cercheremo di ricucire lo strappo.” AS
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