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L'ACSI è troppo di sinistra? "Non sta a noi giudicare"
L'ACSI è troppo di sinistra? "Non sta a noi giudicare"
L'ACSI è troppo di sinistra? "Non sta a noi giudicare"
Redazione
10 anni fa
Il Consiglio di Stato risponde a Käppeli: l'associazione ha ricevuto circa 1 milione di franchi dal Fondo Swisslos

Non è compito del Consiglio di Stato giudicare se sia corretto o meno che l'ACSI (o qualsiasi altra associazione o società a beneficio dei fondi Swisslos) sia attiva in occasione di votazioni popolari.

A scriverlo è lo stesso Consiglio di Stato nella sua risposta all'interrogazione presentata nel novembre scorso dal deputato PLR Fabio Käppeli per chiedere lumi sull'attività politica dell'Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (ACSI).

"Associazione dei consumatori o sindacato di sinistra?" si chiedeva Käppeli alla luce delle prese di posizione dell'ACSI sui temi in votazione popolare, "praticamente sempre a sostegno delle tesi di sinistra."

Il giovane deputato PLR puntava il dito in particolare contro i fondi pubblici elargiti all'ACSI. "Il contribuente cantonale e quello federale è infatti costretto a pagare l’esistenza di quest’associazione, che non brilla di certo per l’equilibrio delle proprie posizioni, convinta com’è che la sinistra – la cui forza elettorale è ben nota – abbia il monopolio degli interessi dei consumatori" scriveva Käppeli (vedi articoli suggeriti).

Fondi pubblici che sono in continuo aumento. Il Consiglio di Stato spiega infatti che "negli ultimi anni l'ACSI ha beneficiato di contributi tramite il Fondo Swisslos aumentati progressivamente da 40'000 franchi nel 2000 a 80'000 franchi nel 2016. Complessivamente in questo periodo essa ha ricevuto circa 1 milione di franchi."

Il Consiglio di Stato spiega che "il contributo del Cantone tramite il Fondo Swisslos è giustificato dal fatto che l'ACSI svolge attività di informazione e consulenza a favore di tutta la popolazione ticinese sui temi che toccano principalmente i consumi. In quest'ottica si tratta dunque di attività di utilità pubblica liberamente accessibili dal cittadino, in buona parte gratuitamente."

L'attività dell'ACSI è quindi conforme al regolamento del Fondo Swisslos, secondo il Consiglio di Stato, che ricorda le regolari valutazioni svolte dalla Commissione fondi sociali del DSS al momento di elargire il contributo.

Infine, pur non volendo giudicare le prese di posizione politiche dell'ACSI, il Consiglio di Stato evidenzia che queste non sono sempre per forza di sinistra. "Ad esempio, nell’ambito della pianificazione ospedaliera e delle votazioni su temi sanitari del 5 giugno 2016, l'ACSI aveva preso posizione a favore di una certa razionalizzazione dell'offerta di cure che potesse contribuire al controllo dell'evoluzione della spesa per i premi di cassa malati a carico dei consumatori-assicurati" scrive il Governo. "Si è dunque espressa a favore delle proposte del Consiglio di Stato e della maggioranza del Gran Consiglio, in contrasto con la posizione prevalente negli ambienti politici di sinistra a cui si fa esplicito riferimento nell’atto parlamentare, promotori di referendum e iniziativa."

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