
Nove del mattino, è da poco iniziato il processo e la difesa chiede di fermarlo. In discussione la competenza di questo tribunale. Il Tribunale penale federale che stamattina a Bellinzona ha aperto il procedimento sul più importante caso di criminalità organizzata mai visto in Svizzera. 9 imputati. Più di un miliardo di franchi di riciclaggio, secondo l'accusa, di proventi del contrabbando di sigarette che la Camorra napoletana e la Sacra Corona Unita pugliese hanno gestito negli anni '90. Circa 215 milioni di stecche. Dal Montenegro all'Italia, in un triangolo che chiama in causa anche il Ticino. Ci si appoggiò, secondo il Ministero Pubblico della Confederazione, all'agente di cambio Alfredo Bossert. Ora deve rispondere di sostegno ad un'organizzazione criminale e riciclaggio. Sono accuse ingiuste, dice Bossert, chiamandosi fuori dalle attività mafiose. Ho sempre svolto il mio lavoro accertandomi che la provenienza dei soldi fosse al 100% dalla vendita di sigarette. Ciò che ho fatto, in Svizzera è permesso. Non ha mai sospettato legami tra il denaro il crimine organizzato. Sarà un processo lungo e complicato. Per diversi motivi. Il numero degli imputati: un francese, uno spagnolo, 3 italiani e 4 svizzeri: con Bossert i commercianti di sigarette Michele Varano, Franco Della Torre e Patrick Monnier. Così numerose, le parti in a processo, da spingere il Tribunale a chiedere in prestito l'aula del Gran Consiglio. Altra complicazione è la lingua: un "Hochdeutsch" imposto dal presidente della corte che assieme al divieto agli avvocati di parlare con i loro assistiti durante il dibattimento e a sporadiche traduzioni in italiano che l'avvocato Renzo Galfetti ha definito molto approssimative, preoccupano i legali degli accusati. Galfetti, che rappresenta terze persone destinatarie di richieste di sequestri di beni, ha chiesto di rinviare il processo di alcuni mesi: "Solo ieri ho ricevuto l'atto d'accusa completo", ha spiegato. Tra le altre eccezioni sollevate dalla difesa: la nullità dell'atto d'accusa e la competenza del tribunale federale in merito all'organizzazione di un contrabbando di sigarette. Questioni che verranno evase domani, o forse anche più in là. Intanto sono giunte le prime risposte alle eccezioni sollevate dalla difesa. Niente da fare sulla lingua del processo: il giudice ha deciso che si continuerà in tedesco. Per quanto riguarda l’atto d’accusa, definito troppo voluminoso e vago, il procuratore pubblico ha ribattuto: “E’ fin troppo breve, visto il caso”, e aggiunge: “La competenza del Tribunale penale federale è fuori discussione: questo è un caso di criminalità organizzata”. [email protected]
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