Cerca e trova immobili
Ticino
L'accusa chiede 14 anni di carcere
Redazione
15 anni fa
Accoltellamento di Sigirino: per il pp Andrea Pagani il 50enne rumeno, Ioan Rohnean, ha aggredito la ex convivente per ucciderla

“Non vedo l’ora di giocare con il tuo sangue”. Così scriveva il 50enne romeno Ioan Rohnean alla sua ex compagna, Carmen Teci, due ore prima ci cercare di sgozzarla nella cucina del cantiere Alp Transit di Sigirino. Ma davanti alla corte delle assise criminali presieduta dal giudice Claudio Zali, a rispondere all’accusa di tentato assassinio non c’era l’ uomo spavaldo che per oltre un mese ha minacciato la sua vittima. Curvo su sé stesso Joan per oltre tre ore ha cercato di giustificare i propri atti. “Non volevo farle del male” si è difeso “le ho messo il coltello alla gola solo per spaventarla e convincerla a tornare in Italia con me. Ma lei si è divincolata e inavvertitamente l’ho ferita”. Nessuna premeditazione insomma, nessuna volontà di uccidere. Vuole dare l’impressione di essere un uomo ferito Joan, un uomo che dopo una vita difficile non ha accettato la fine di un lungo amore. Eppure, sostiene il procuratore pubblico Andrea Pagani, molte delle prove agli atti contraddicono questa tesi. A partire dagli sms inviati per oltre un mese da Joan alla sua vittima: messaggi carichi di insulti e minacce. “ Volevo ammazzarmi, ma prima ti farò del male.” La chiama carogna,schifezza, puttana. Ha terrorizzato Carmen per giorni, prima di quel fatidico 12 giugno del 2010, quando si è introdotto nella cucina del cantiere Alp Transit aggredendola alle spalle per poi squarciarle la gola. Di disturbo sociale della personalità parla la perizia psichiatrica, che lo definisce un narcisista orgoglioso che si serve degli altri come oggetti e vuole avere l’ultima parola, anche in una relazione amorosa. Perizia pienamente condivisa dall’accusa che parla di azioni da film dell’orrore. Già nel 1990 in Romania Joan, lottatore professionista, aveva colpito un uomo anziano, che per le lesioni riportate era morto. “L’ho solo spinto. Non volevo fargli male”, si è difeso. Anche allora nessuna intenzione di ferire. E la condanna per furto del ‘93? “Non ero colpevole, ho solo difeso mio nipote minorenne.” E quando in aula hanno mostrato le foto della gola squarciata della donna che per anni era stata al suo fianco non ha osato alzare lo sguardo. 14 anni di reclusione, questa infine la richiesta del procuratore pubblico dopo una lunga requisitoria. Perché, sostiene Pagani, i requisiti del tentato assassinio ci sono tutti. Movente e scopo perversi, la premeditazione, con gli sms inviati alla e per aver portato con sé il coltello. Ad aggravare la situazione poi il suo comportamento dopo il tentato delitto: ha chiamato gli anziani genitori dell’ex compagna per informarli di averla uccisa.CR

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata