
Venti enormi opere in acciaio inox 316, quello usato nei cantieri navali per la sua resistenza alla corrosione, si sono impossessate di luoghi del centro di Lugano. Dalla foce alla stazione, da piazza dante a Piazza Castello. È la mostra Riflessi di Luce dell’albanese Helidon Xhixha inaugurata oggi, voluta e finanziata da Riccardo Braglia, CEO e vice presidente Gruppo Helsinn, con la Fondazione Braglia.
Come ogni evento che si rispetti a Lugano, anche la mostra di Xhixha è stata condita da una polemica, legata alla croce posizionata davanti alla chiesa della Santa Maria degli Angioli (vedi articoli suggeriti). Invisa ad alcuni perché così vicina al LAC, rischia di essere attribuita alla stessa direzione artistica del MASI.
Polemica che non sembra essere dispiaciuta agli organizzatori: "Ringrazio molto il LAC e il MASI di questa polemica perché ci hanno fatto una copertura mediatica incredibile, abbiamo avuto una notorietà molto più alta di quanto previsto. Siamo molto contenti e ci auguriamo di collaborare ancora in futuro", ha commentato Braglia ai microfoni di TeleTicino.
Secondo il sindaco di Lugano Marco Borradori si è invece trattato di una bega da strapaese: "La definisco una polemica piuttosto sterile. In conferenza stampa ho detto che secondo me il LAC e il MASI hanno fatto un lavoro straordinario in questi 3 anni, ed è anche giusto che il MASI richieda, esiga per certi versi, il mantenimento di una sua identità forte, però in questo caso mi sembra chiaro a tutti che sono due cose diverse".
Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45
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