
Quelli che dovevano esserci c’erano tutti. E c’era anche qualcuno che, a un Dies Academicus, non ti aspetteresti di vedere. Come Sergio Mantegazza e consorte. Poi Sergio Tarchini, il presidente del Governo Lele Gendotti, il presidente del Gran Consiglio Norman Gobbi, i sindaci di Mendrisio, Carlo Croci, Lugano, Giorgio Giudici, e Chiasso, Moreno Colombo. Assenti, invece, i sindaci di Bellinzona, Brenno Martignoni, e Locarno, Carla Speziali. A proposito di Martignoni, che a carnevale s’era travestito da Harry Potter annunciando la nascita di una facoltà di magia, il presidente dell’Università, Piero Martinoli, gli ha lanciato pubblicamente una stoccata, parlando del progetto di una facoltà di medicina in Ticino, o quantomeno di un master triennale per la formazione di medici generici (vedi la cronaca qui sotto). Già, perché qualche mese fa, Martignoni, reduce da un viaggio in Nicaragua con il dottor Franco Cavalli – durante il quale i due avevano parlato anche di una futura facoltà di medicina - aveva sparato la notizia su carta intestata del Municipio attribuendo a Bellinzona la paternità dell’idea. E la cosa non era piaciuta a molti. Come ha confermato la frecciata di Martinoli. Tra gli altri presenti al Dies, il presidente della Supsi Alberto Cotti, il direttore dell’Ente ospedaliero Carlo Maggini, l’avvocato Paolo Bernasconi, il presidente dell’Istituto di ricerche in biomedicina Giorgio Noseda, e naturalmente l’architetto Mario Botta, il presidente di BSI Alfredo Gisy. E naturalmente, svolgendosi il Dies all’Accademia di Mendrsio, gli architetti Mario Botta e Aurelio Galfetti. emmebi LA CRONACA In occasione del tredicesimo Dies Academicus, svoltosi questa mattina nell’Aula magna dell’Accademia di Architettura a Mendrisio, il presidente dell’Università della Svizzera italiana Piero Martinoli ha annunciato una possibile collaborazione con le facoltà di medicina delle altre università svizzere. Il progetto intende istituire dapprima in Ticino un master triennale di medicina a livello clinico, che porterebbe alla formazione soprattutto di medici di primo ricorso. Una possibile risposta, secondo Martinoli, alla penuria di medici generici sul suolo elvetico, fenomeno particolarmente preoccupante anche a causa dell’invecchiamento della classe medica. Non si esclude in futuro anche la creazione di una vera e propria facoltà di medicina. Intanto un gruppo di lavoro appositamente istituito e formato da nomi di fama nazionale ha ora il compito di approfondire questa possibilità e di avanzare delle proposte.Piero Martinoli ha ricordato questa mattina che l’idea di una facoltà di medicina “light” fu lanciata già un anno fa da Mauro Dell’Ambrogio, segretario di Stato per l’educazione e la ricerca. A livello federale l’idea è vista sostanzialmente di buon occhio, data la sempre più accentuata carenza di medici generici e l’invecchiamento degli operatori del settore. E il Ticino non fa eccezione. Fra le possibilità di sviluppo figura la creazione di corsi di formazione anche in ospedali non universitari, mentre l’Istituto di ricerce in Biomedicina e l’USI hanno firmato un accordo di affiliazione. Fra i punti critici da esaminare figura naturalmente la mancanza in Ticino di un ospedale universitario e probabilmente della massa critica a livello di casi clinici. Ma è probabile che questa mattina Martinoli abbia voluto lanciare l’amo. Ora si attendono le reazioni a livello federale ma soprattutto cantonale. Quasi pronto un messaggio governativo, che presto dunqu
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