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Ticino
"LAC: un consiglio direttivo a 7"
"LAC: un consiglio direttivo a 7"
"LAC: un consiglio direttivo a 7"
Redazione
10 anni fa
Il consigliere comunale Giordano Macchi ha inoltrato una mozione al Municipio: "Un indirizzo politico è necessario"

Tutto da rifare per il consiglio direttivo del LAC. La fumata nera di ieri (vedi articoli suggeriti) rimanda a data da destinarsi la designazione dei suoi membri, e le prime reazioni non si sono fatte attendere.

Da una parte il fiume in piena delle polemiche, dall'altra la proposta del consigliere comunale PLR Giordano Macchi di modificare la composizione del consiglio direttivo stesso, da 5 a 7 membri.

"È cronaca recente il bisticciare dei Partiti e non solo per costituire il primo Consiglio direttivo dell'ente autonomo LAC - scrive Macchi nella sua mozione - È un cattivo segnale per un ente con compiti strategici, che dovrebbe poter lavorare in serenità ed armonia. Parte del problema, alla prova dei fatti, è l'articolo 8 del recente statuto, approvato con le migliori intenzioni, compresa quella di spoliticizzare il Consiglio direttivo".

Nella pratica "sono i Partiti politici a rincorrersi per proporre i propri candidati". Per il consigliere comunale liberale "questo articolo degli statuti non ha retto il suo battesimo: 5 ore di discussione per una fumata nera. È troppo complicato ed in particolare crea i Consiglieri di serie A (gli "eletti") e di serie B (i "cooptati")".

"Spendersi come persona interessata alla serie A, compromette fortemente la possibilità di restare attivo in serie B. Assurdo e controproducente: genera infatti grosse difficoltà a trovare le persone giuste, con la necessaria competenza, che siano pronte a mettersi a disposizione in questo contesto".

Macchi solleva inoltre dei quesiti interpretativi sulla cosiddetta “spoliticizzazione”, definita "altisonante a livello declamatorio" ma che in realtà "non è praticabile e neppure contraria allo statuto attuale, che parla di riparto".

"Nei membri vanno piuttosto unite le due virtù, quelle tecniche e quelle politiche, ma senza seguire strettamente la formula del riparto politico secondo la nota formula in uso in Ticino - sostiene Macchi - Le capacità tecniche e le conoscenze specialistiche, il curriculum vitae e il network di conoscenze dei candidati sono imprescindibili; questi requisiti possono essere presenti tanto in persone che non si sono mai interessate di politica quanto in politici di lungo corso".

"In definitiva il Municipio e il Consiglio comunale vogliono e devono anche dare un indirizzo politico nella guida di qualsiasi ente ove la comunità ha un interesse generale. Per questo la presenza di funzionari in un contesto strategico di un ente pubblico suona quantomeno inusuale e forse addirittura inappropriata", conclude il consigliere comunale del PLR, che propone di introdurre un nuovo articolo che prevede i seguenti punti: 

a) Il Consiglio direttivo si compone di 7 membrib) Quattro membri sono designati dal Consiglio Comunale, (proposti dal Municipio o dal Consiglio Comunale)c) Il Municipio designa i suoi tre rappresentanti, senza ricorrere a funzionarid) Viene precisato che “evitare il riparto politico” è da intendersi come la non applicazione del sistema Hagenbach-Bischoff.e) (opzionale) Con decisione unanime dei membri, a tempo determinato o indeterminato fino al massimo alla fine del mandato dei membri, possono essere invitati a partecipare alle sedute del Consiglio direttivo dei sostenitori e/o dei terzi che possano contribuire allo scopo dell'Ente, tuttavia senza diritto di voto.

"Con regole più semplici e un numero fisso di membri, si dovrebbero poter mitigare alcuni effetti indesiderati testé esposti - sostiene Macchi - La stabilità, la competenza e la responsabilità devono essere l'obiettivo primario, anche sacrificando la buona idea, purtroppo utopica, di un Consiglio direttivo flessibile".

"La preminenza al Consiglio Comunale è giustificata dal fatto che un ente autonomo, per la sua natura giuridica ed operativa, sfugge maggiormente al controllo democratico del legislativo".

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