
Continua a far discutere la mancanza di donne nel Consiglio direttivo di Lugano Arte e Cultura (LAC). Il Consiglio comunale della Città aveva nominato cinque signori, i quali a loro volta hanno cooptato per altri tre uomini.
Tali decisioni, che non rispettano dunque le "quote rosa", sarebbero state criticate da più di un politico, nonché dalla Federazione delle Associazioni femminili.
Ad allargare il dibattito ci ha pensato il Mattino della Domenica, che ha chiesto ad alcuni Consiglieri comunali di Lugano la seguente domanda: "Fa discutere che nel Consiglio dell'ente LAC non sia stata cooptata nessuna donna: per lei è un problema?".
Le risposte in sintesi:
Luisa Aliprandi - Consigliera comunale (Lega)Non è un problema. Sono infatti contraria alle "quote rosa", la cui sola espressione fine a sé stessa è per me sinonimo di discriminazione. Raggiungere una determinata posizione o esservi candidati deve rappresentare espressione di merito, competenza e autorevolezza e ciò indipendentemente dal fatto di essere uomo o donna.
Petra Schnellmann - Consigliera comunale (PLR)Essendo io del gentil sesso qualche perplessità mi ha sfiorata. Ciò nonostante credo che il Consiglio Comunale abbia svolto i propri compiti. Ora è tempo di far lavorare i membri nominati che hanno tutta la mia fiducia e il mio rispetto. Sono inoltre sicura che il Consiglio Direttivo LAC non sia l’unico ente a non avere presenze femminili al suo interno. Come mai si creano polemiche solo su di esso?
Raide Bassi - Consigliera comunale (UDC)Anche se nel nostro Cantone si fa fatica a sdoganare le figure femminili in ruoli strategici, nel caso del LAC non si può proprio dire che nessuna donna sia stata presa in considerazione; tra la rosa iniziale figurava infatti Patrizia Pesenti che si è poi successivamente ritirata.
Sara Beretta Piccoli - Consigliera comunale (PPD)Premesso che non conosco i criteri di selezione per entrare a far parte del Consiglio del LAC, è purtroppo risaputo che la discriminazione della donna è stata, ed è tuttora uno dei fenomeni negativi mondiali. La condizione femminile ha subito, negli anni, molti cambiamenti; ma malgrado ciò l’uguaglianza dei diritti è ancora lontana. Quindi credo che sia stato un peccato non aver portato una figura femminile al LAC, con una sensibilità diversa, a pari condizioni d’istruzione e conoscenza.
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