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Ticino
LAC: "Pesenti più adatta, Masoni pensi ai conti"
LAC: "Pesenti più adatta, Masoni pensi ai conti"
LAC: "Pesenti più adatta, Masoni pensi ai conti"
Redazione
10 anni fa
Sergio Dell'Acqua ha le idee in chiaro sulle nomine al LAC: "Se proprio una Masoni, penserei a Marina..."

Sergio Dell'Acqua, candidato alle ultime elezioni comunali con la lista "Lugano per tutti" ha spesso fatto parlare di sé per le sue idee sulla gestione e sulle potenzialità del LAC. A poche ore dall'attesa seduta di Consiglio comunale in cui verrà deciso chi entrerà a far parte del comitato direttivo, l'imprenditore luganese si esprime senza mezzi termini sulle sue preferenze.

"Chi vorrei? Fosse per me - spiega Dell'Acqua - cercherei di subaffittare tutta la gestione del LAC a una società internazionale con esperienza in questo campo, ma visto che così deve andare, sceglierei Patrizia Pesenti." A far pendere l'ago della bilancia in favore della socialista, i suoi legami con il gruppo Ringier: "Pesenti avrebbe la possibilità di fare della pubblicità internazionale, ben più che Giovanna Masoni, che dovrebbe farsi da parte e pensare piuttosto ai conti della Città di Lugano. Se proprio dovessi scegliere una Masoni, penserei a Marina, che stimo e apprezzo, persona molto più valida."

Sotto accusa del già candidato alle Comunali 2016, anche la gestione portata avanti finora da Giovanna Masoni: “Inutile che Giovanna continui a dire che il LAC non vada politicizzato: in 4 anni ha preso solo amici degli amici. Comunque dei buoni profili, però sprovvisti della necessaria esperienza internazionale." Dell'Acqua è un fiume in piena, che mette in dubbio anche le cifre relative alle spese e ai ricavi del centro culturale: "Ancora oggi non sappiamo quanto effettivamente ci costa il LAC e quanto ha incassato. Le cifre avanzate non mi convincono, secondo me oggi servirebbero circa 30mila franchi al giorno d'incasso per rientrare dalle spese. Cifre impossibili con l'attuale gestione."

A Dell'Acqua, in passato accostato anche alla lista UDC cittadina, non piace che nel direttivo ci siano così tanti politici: "La cultura la lascerei ad altra gente. Altrimenti darei la gestione del LAC in subaffitto, cercando di non piu far spendere al Comune di Lugano poiché la sua gestione è protetta dai soldi dei contribuenti stessi… qualsiasi deficit viene coperto dal Municipio! Troppo facile gestire così", sentenzia l'imprenditore.

Ma il LAC è ancora un "cimitero degli elefanti" come lo definì qualche mese fa? "Sì, non sta vivendo… ribadisco la mia idea di farci un ateneo. Ci vogliono degli studenti per farlo vivere e crearci un vero ambiente. Ci sono stato tre volte: con un indiano, un russo e un amico di New York… tutti loro mi hanno detto che era bello, ma senz'anima. Hanno ragione."

"Il Consiglio comunale si sta concentrando sulle persone e non sul futuro - chiosa Sergio Dell'Acqua - non c’è la capacità di realizzare uno studio su cosa è veramente meglio per il LAC."

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