
Ci crede ancora, Giovanna Masoni Brenni. Nonostante i tre municipali leghisti e Angelo Jelmini abbiano deciso di tenerla fuori dal ticket di nomi da proporre per il Comitato direttivo del LAC - preferendole Patrizia Pesenti e Roberto Grassi - l'ex capodicastero cultura della Città di Lugano ritiene di avere ancora delle carte da giocare.
In una lunga intervista pubblicata oggi sul Caffè, la prima rilasciata dopo la decisione municipale, Giovanna Masoni Brenni afferma che fino al voto del Consiglio comunale del prossimo 3 ottobre "c'è ancora un po' di tempo per riflettere e sentire come si muovono i gruppi e i consiglieri comunali. Il gruppo PS ha deplorato la politicizzazione e la proposta del Municipio: non la sostiene, e questo ci sprona. Ora attendiamo, PPD e Verdi in particolare. Personalmente, le battaglie non mi hanno mai spaventata, siamo fiduciosi e siamo pronti" dichiara l'ex municipale PLR di Lugano.
Masoni Brenni critica poi il giochetto politico che la Lega ha consumato alle sue spalle. "Lo statuto del LAC dice chiaramente che chi entra nel Comitato direttivo ne supporta lo sviluppo, e non entra per riparto politico" afferma. "Purtroppo, alla prima prova, altri interessi sembrano prevalere. Le prime nomine ci hanno prepotentemente riportati a vecchi intrighi, maneggi e polemiche."
"Il LAC non interessava alla Lega, salvo alcune lodevoli coraggiose eccezioni" prosegue Masoni Brenni. "Il Mattino ha anche fatto di tutto per demolirlo. Ora, che si tratta anche di poltrone, il centro culturale diventa improvvisamente tanto importante... Vuol dire che non era un buco nell'acqua, una cattedrale nel deserto. Ma dobbiamo chiederci, perché questo improvviso violento interesse? Per fare che cosa? Personalmente sono a disagio. Fatico a capire come il maneggio in direzione contraria a quanto fatto in 12 anni in Parlamento, trasversalmente alle forze politiche cittadine, possa essere nell'interesse del LAC."
Ora quindi Giovanna Masoni Brenni vuole valutare con il gruppo PLR in Consiglio comunale a Lugano, ma anche con gli altri gruppi, il da farsi in vista del 3 ottobre. Se troverà l'auspicato sostegno scenderà in campo, altrimenti si farà da parte, perché non ha nessuna intenzione di partecipare a "una bagarre, che non fa bene né alla cultura né al LAC, né, in ultima analisi, alla politica cittadina."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

