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Ticino
LAC, Lugano risponde a Bignasca
Redazione
11 anni fa
Le risposte del Municipio sono giunte all'indomani della sua autosospensione. "Ma a me non le hanno ancora mandate"

In data 20 luglio 2015 il Municipio di Lugano ha risposto a tre interrogazioni di Attilio Bignasca sul LAC.

Proprio all'indomani dell'annuncio del coordinatore della Lega di volersi autosospendere dalla carica di consigliere comunale a Lugano a causa "dell'omertà del Municipio che non risponde agli atti parlamentari sul LAC."

Ora tre di questi atti parlamentari sono stati evasi. Uno era datato 9 aprile 2014 (e richiamava un'interrogazione del 19 dicembre 2013), un altro 20 ottobre 2014 (e richiamava l'evasione delle due precedenti interrogazioni), un altro era invece più recente, del 15 aprile 2015.

Oggetto della questione erano in tutte e tre le interrogazioni vertenze legali sul polo culturale di Lugano. E proprio per questo motivo il Municipio fornisce risposte piuttosto scarne, ribandendo quanto già spiegato a Bignasca, ovvero di "non poter trattare in sede di risposta a interrogazioni dei temi che riguardano inchieste in corso".

In merito agli apprezzamenti di Bignasca sulla gestione finanziaria del progetto LAC (definita "gestione allegra"), il Municipio di Lugano afferma che "gli stessi sono privi di fondamento, nella misura in cui la gestione del credito quadro alla base del progetto è sempre stata estremamente oculata e attenta e soprattutto è sempre stata oggetto di regolari rapporti all'intenzione del Consiglio comunale."

Dalla risposta alla terza interrogazione, quella di aprile, emerge qualche dettaglio in più. Il Municipio conferma l'esistenza di un'ipoteca legale sul LAC, di 285'000 franchi, oltre ad interessi del 5%. La procedura giudiziaria cautelare in merito non si è ancora chiusa "e il Pretore sta attualmente valutando la questione pregiudiziale circa la possibilità di gravare la particella no. 1071 RFD Lugano con un'ipoteca legale degli artigiani ed imprenditori", scrive il Municipio, precisando di essersi garantito nell'ambito dell'accordo di liquidazione finale con la Comsa la possibilità di ottenere una garanzia pari all'importo dei crediti dei subappaltatori non pagati.

Infine, sulla ditta Essezeta di Venezia, che Bignasca affermava essere stata sanzionata dal DFE per aver utilizzato sul cantiere pubblico unicamente mano d'opera interinale, il Municipio afferma di non aver mai ricevuto notifiche in tal senso, tanto meno di essere stato informato in modo ufficiale attorno alle questione, sulla quale "in difetto di elementi certi non può esprimersi."

Queste le risposte, pubblicate oggi sul sito internet del Consiglio comunale. Risposte che Attilio Bignasca dice di non aver ancora letto. "Stamattina non ho ancora preso la Posta, ma finora non ho ricevuto niente" ci dice il coordinatore leghista, da noi raggiunto telefonicamente. "Ma io ho tempo, sul LAC faccio come il cinese, mi siedo ai bordi e aspetto..."

Chiediamo a Bignasca se una volta ricevute le risposte tornerà in Consiglio comunale. "Se sono complete, vedremo. Ma il problema non è questo, è che a Lugano c'è un grave deficit di trasparenza, denunciato anche dal presidente del Consiglio comunale. Siamo in mano a una banda di dilettanti e il Municipio non è ancora riuscito a incanalarla, anche perché ognuno tira da una parte diversa."

AS

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