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Ticino
LAC: "Inaccettabile accordo"
LAC: "Inaccettabile accordo"
LAC: "Inaccettabile accordo"
Redazione
10 anni fa
Il PS si oppone al rientro in corsa di Masoni, Pesenti, Grassi e Cassina. "Cinque membri sono più che sufficienti"

Non piace ai socialisti l'accordo trovato mercoledì dalla Commissione interpartitica in merito alle nomine del Consiglio direttivo del LAC. Un accordo che, come noto, prevede di allargare il numero di menbri da 5 a 9, in modo da far rientrare nel gremio anche i candidati non eletti durante la burrascosa seduta comunale dello scorso ottobre, ossia Giovanna Masoni, Patrizia Pesenti, Roberto Grassi e Diego Cassina (vedi articoli suggeriti).

In un comunicato stampa, il gruppo PS in Consiglio comunale a Lugano afferma di non condividere "la soluzione di compromesso di cui i media hanno già ampiamente riferito, ma questo non significa che non teniamo al successo del LAC ed al suo debutto quale Ente Autonomo. Anzi!"

"Proprio perché teniamo al LAC quale importante centro culturale e ricchezza cittadina non possiamo accettare che esso cominci a camminare da solo non con la dignità che gli spetta, ma con la vergogna di un accordo che mostra l’incapacità di sanare i conflitti politici e superare il protagonismo in favore di un bene collettivo più ampio" prosegue il gruppo PS.

"Plaudiamo alla presenza di Salvatore Carruba e Hans Koch, che sapranno senz’altro dare al LAC la spinta e l’entusiasmo che merita" scrive il gruppo PS. "Buon lavoro, e congratulazioni per questa nuova avventura! Siamo certi che anche da soli, Carruba Koch e i tre membri di diritto (Roberto Badaracco, Michele Foletti e Lorenzo Sganzini, n.d.r.) potrebbero fare un ottimo lavoro con un Consiglio Direttivo solo a cinque."

"Ma non possiamo accettare che chi è stato formalmente bocciato a maggioranza da una votazione democratica in un consesso legislativo possa ritrovarsi ad occupare quella carica per cui è stato rifiutato, perché accettare ciò significherebbe togliere autorità e rispetto al legislativo" scrive il PS. "Non possiamo accettare che dei ricorsi cadano perché barattati con altro. Questo modo di procedere non è senz’altro un buon esempio di politica, né civile né etica; tutti concordiamo che sia giunto il momento di passare oltre alla vicenda LAC per occuparsi di problemi ben più importanti, ma riteniamo che chiudere la faccenda contrattando e mercanteggiando non rechi nessun onore al consesso democratico di cui facciamo parte in rappresentanza di tutti i cittadini."

"Di soluzioni se ne sarebbero potute trovare altre, senza compromessi e accordi poco dignitosi, che mettessero fine a queste schermaglie di bassa lega e a questi giochini politici" conclude il gruppo PS. "Si è scelta questa soluzione: e allora noi diciamo no, perché crediamo nella necessità di un agire corretto e trasparente, anche in politica."

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