
Dopo il taglio simbolico del nastro sulla piazza, che ha sancito stamani l'apertura ufficiale del LAC, in serata sono proseguiti i discorsi da parte delle autorità politiche e culturali. Alle 17 in piazza Luini un folto pubblico si è riunito attorno al palco per assistere al momento più istituzionale della giornata.
La direttrice dell’Ufficio federale della cultura Isabelle Chassot ha lodato il gesto architettonico di Ivano Gianola, rivolgendo parole rassicuranti per il centro. “Il LAC è una svolta che proietta il Ticino a livello federale ed ha un’opportunità diventare uno dei centri più importanti del nostro paese. Non sarà elitario, ma destinato e aperto a tutti".
Il presidente del Governo Norman Gobbi ha invece ricordato gli sforzi che hanno preceduto la nascita del centro, ribadendo l’importanza di un’offerta culturale di primo livello in Ticino.
“La cultura era la freccia che mancava all’arco di Lugano” ha dal canto suo ribadito il sindaco Marco Borradori, dicendosi emozionato di fronte a tutta la gente in piazza.
Anche la capo dicastero della cultura Giovanna Masoni Brenni si è più volte emozionata durante il discorso: “Un po’ di tensione c’era dopo 11 anni di lavoro” ha dichiarato ai microfoni di Tele Ticino. “È una bella emozione vedere che il pubblico si è appropriato della piazza e del centro. Prendetevene cura come se fosse un neonato”.
Il momento dei discorsi è stato chiuso dal direttore Michel Gagnon, che ha “steso” il tappeto rosso al pubblico. “Di solito è riservato ai vip, qui lo abbiamo posato per voi”.
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