
Tutto rimandato a stasera, per quanto riguarda la nomina di due membri del Consiglio direttivo del LAC, visto che la movimentata serata di ieri non ha permesso di arrivare a un risultato univoco.
E c'è da attendersi che anche la giornata odierna sarà parecchio movimentata, con i vari schieramenti che si daranno da fare per sostenere il proprio delfino.
Intanto però il primo partito a commentare quanto accaduto ieri sera è un partito che ufficialmente non sostiene nessuno dei candidati in corsa, il PS.
In un comunicato diramato durante la notte dalla capogruppo Simona Buri, i socialisti di Lugano ribadiscono: "Fuori la politica dal LAC!"
"Ieri sera il Consiglio Comunale di Lugano è stato interrotto alle 23.30, senza soluzione alla nomina del CdA dell’Ente Autonomo del LAC; perché schermaglie, bisticci e pasticci politico burocratici hanno impedito lo svolgersi del processo democratico" si legge nel comunicato. "Il gruppo PS in Consiglio Comunale, come già nel suo comunicato stampa di due settimane fa, deplora questo modo di intendere la politica."
"La nostra capogruppo in Consiglio Comunale" prosegue il PS, "ha concluso il suo coraggioso intervento introduttivo citando la canzone The Rambo fifty six: “sei buono e ti tirano le pietre, sei cattivo e ti tirano le pietre, qualunque cosa fai, dovunque te ne vai sempre pietre in faccia prenderai.” E le pietre sono arrivate, taglienti, da destra e da sinistra, già nei corridoi del Municipio, dopo la nostra uscita dalla sala del consesso. Un lancio di pietre a dimostrazione di un’altra affermazione di Buri: “l’opinione dei socialisti non è mai stata così preziosa.” Ma preziosa per chi? Per chi voleva strategie e giochini politici? Per chi non ha osato uscire dagli schemi? Per la bassezza con cui è stato condotto un dibattito così importante per la nostra città? O preziosa per la coerenza e la compattezza di un gruppo che ha mantenuto fede al suo comunicato stampa, pur muovendosi un’autocritica, quella cioè di non essere stato in grado di trovare un nominativo valido sia sul piano delle competenze gestionali che su quello dell’esperienza culturale?"
"Il gruppo PS è uscito dalla sala per rendere visibile la sua compatta non partecipazione alla nomina dei membri del LAC, appiattita da confronti puramente politici e strategici. Il voto segreto, pur essendo più razionale e garantendo la libertà di voto secondo coscienza personale, impedisce la visibilità di una solida convinzione quale è la nostra" conclude il PS. "Alla luce dei risultati delle votazioni di ieri sera, ma anche e soprattutto delle buffe e tentennanti manovre messe in atto per cercare un compromesso di fronte a controversi e inattesi risultati, lanostra posizione ci pare ulteriormente rafforzata. Nel consiglio direttivo del LAC devono entrare persone valide, competenti, indipendenti dagli sporchi e viziati giochi politici cui si è assistito. Perché la cultura, Lugano e i luganesi lo meritano."
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