
Il deputato socialista in Granconsiglio Bruno Storni ha presentato una mozione nella quale chiede che vengano riviste le zone dell’abbonamento Arcobaleno a sua detta "non particolarmente equilibrate e logiche."
"Ad esempio - spiega Storni - in quella Locarno (zona 30) è esclusa la zona industriale del Zandone (seppur servita dalla linea urbana 7) e di Gordola che verrà servita dalla linea urbana 1 dal 2020. In quella di Lugano (zona 10) è escluso il Centro Studi di Trevano. Quindi per chi vive in uno di questi centri o lavora al Zandone o studia a Trevano ha bisogno di un abbonamento a 2 zone pur essendo il percorso di pochi chilometri e di fatto nell’area urbana. Anomalie che vanno corrette."
"Il Mendrisiotto, invece, - continua Storni - è tuttora suddiviso in due zone periferiche al polo di Lugano (13 e 14) come 20 anni fa, quando nel frattempo ha le caratteristiche di trasporto pubblico di una zona urbana. Si auspica che per la tanto decantata “rivoluzione” del trasporto pubblico in Ticino del 13 dicembre 2020 (apertura Galleria di Base del Ceneri) si corregga e aggiorni il sistema alla situazione del trasporto pubblico 2020 e non si rimanga a quella del 1997."
In conclusione Storni chiede al Consiglio di Stato di rivedere, in collaborazione con la Comunità Tariffale Arcobaleno, la struttura e dimensioni delle zone tariffali per l’Abbonamento Arcobaleno con l'obiettivo di aumentare le dimensioni delle zone urbane centrali, di inserire il Mendrisiotto in un'unica zona urbana e, più in generale, di rivedere tutte le zone.
Inoltre il deputato chiede l’evasione delle mozioni di Simone Ghisla (PPD) per la creazione di un abbonamento “cedibile", la ridefinizione delle tariffe con aumenti decrescenti in funzione del numero di zone acquistate, e la correzione dei prezzi dei biglietti singoli e delle carte giornaliere promesse nei Messaggi 7443 e 7392).
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