
Ci si metta il cuore in pace. Da specie esotica la zanzara tigre si è fatta al 100% autoctona. In pochi anni di adattamento il fastidioso insetto è riuscito a sopravvivere all’inverno ticinese. Una resistenza all’ambiente che gli ha permesso di conquistare dapprima il fondovalle per poi spingersi sempre più a monte, come si vede nelle tavole pubblicate nell’ultimo Rapporto di attività del Laboratorio microbiologia applicata della SUPSI.Dal 2003 il Cantone ha ingaggiato una lotta contro la zanzara tigre, coordinata dal Laboratorio di Porza. Qui viene definita la strategia per contenere la proliferazione. Su segnalazione dei comuni può intervenire anche la protezione civile.
"La zanzara tigre ormai è indigena, quindi non si può pensare che possa scomparire. È ben fissata nel nostro territorio e quindi deve essere combattuta a intervalli annuali. Bisogna capire dove è presente ed è compito dei comuni insieme alle regioni di protezione civile fare la pianificazione di massima per capire quando, come e con quali mezzi intervenire. Il grande lavoro viene fatto dal comune e dalle protezioni civili", ha spiegato ai microfoni di Teleticino Ryan Pedevilla, capo Sezione del militare e della protezione della popolazione.
Grazie agli sforzi profusi negli anni, la proliferazione della zanzara tigre è sotto controllo, sebbene in termini assoluti l’insetto sia cresciuto grazie al suo diffondersi in nuove zone del Cantone. A Porza si continuano a studiare nuove strategie per contenere l’insetto anche perché al di là del fastidio, in ballo c’è una questione di salute pubblica.
"Questa specie di zanzara è un potenziale vettore generalista di molte malattie tropicali che non abbiamo in Europa. Qualora arrivassero, dovuto al fatto che andiamo in vacanza in tutto il mondo quindi ci possiamo ammalare all'estero, se torniamo con questa malattia, veniamo punti da un vettore come la zanzare tigre, questa malattia può essere trasmessa al nostro vicino che non è stato in vacanza in posti esotici", sottolinea Eleonora Flacio, del Laboratorio microbiologia applicata SUPSI.
Malattie tropicali trasmesse attraverso la zanzara tigre non sono mai state registrate in Ticino. Ma giusto un anno fa, in Italia sono stati accertati focolai di Chikungunya nel Lazio, in Calabria, in Emilia Romagna e nelle Marche.
Per questo anche alle nostre latitudini la guardia è alta. Come si apprende oggi da La Regione, l’Ufficio del medico cantonale sta studiando un nuovo piano di intervento per contenere eventuali focolai. Fra gli attori coinvolti ci sono medici, ospedali, una ricercatrice dell’OMS e la protezione civile.
Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

