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"La vicenda dei salari al Ceneri dimostra che il Governo ha fallito"
"La vicenda dei salari al Ceneri dimostra che il Governo ha fallito"
"La vicenda dei salari al Ceneri dimostra che il Governo ha fallito"
Redazione
7 anni fa
L'MPS rilancia la sua lotta al dumping salariale: "I salariati del Cantone stanno pagando il prezzo di questa politica"

L’accelerazione della degradazione delle condizioni di lavoro e di salario hanno spinto l’MPS a rilanciare la sua politica di lotta al dumping, con una nuova iniziativa popolare denominata "Rispetto per i diritti di chi lavora. Combattere il dumping salariale e sociale", che verrà presentata settimana prossima. Questo anche alla luce della vicenda dei salari nella galleria del Ceneri, che secondo il movimento dimostra il "fallimento della strategia governativa di lotta al dumping salariale e sociale". 

"Non passa giorno senza che emergano in modo chiaro e impressionante nuove vicende che mostrano come la strategia proposta da Governo e Parlamento cantonali per lottare contro il dumping salariale e per un controllo adeguato del mercato del lavoro e delle condizioni offerte, sia un vero e proprio fallimento" scrive l'MPS in una nota. "È di ieri la notizia che sul cantiere Alptransit del Ceneri ad ognuno dei lavoratori attivi in passato sono stati in media sottratti circa 40-45'000, per un importo complessivo che si aggira sui 3 milioni e mezzo di franchi".

"Tutto questo", precisa l'MPS, "è avvenuto in un settore coperto da un contratto collettivo di lavoro (CCL) nel quale è attiva una commissione paritetica che, in teoria, dovrebbe effettuare i necessari controlli per verificare che condizioni di lavoro e salariali siano applicate correttamente. Così, come noto, non è stato. È solo grazie alla denuncia coraggiosa dei media e di un lavoratore, che ha resistito ai ricatti e alle pressioni esercitate su di lui, che le cose stanno procedendo e le responsabilità civili e penali dell’azienda stanno emergendo".

Per il movimento questa situazione, così come molte altre denunciate negli ultimi tempi, mostrano "quanto la strategia di controllo del mercato del lavoro e delle condizioni offerte proposta da governo e parlamento sia stata, come detto, fallimentare".

A tal proposito l'MPS ricorda che Governo e Parlamento, in occasione dell'iniziativa "Basta dumping" promossa dal movimento e sottoposta a votazione nel settembre 2015, opposero un contropogetto "che aveva come elemento centrale il sostegno finanziario alle attività delle commissioni paritetiche e alle attività di controllo legate alle commissioni paritetiche". Un controprogetto che riuscì a imporsi di poco di fronte all’iniziativa (52% contro 48%). "Ma è ora evidente a tutti (e i dati e i casi che si susseguono lo confermano) che quel controprogetto aveva un solo obiettivo: far fallire l’iniziativa ed impedire che venisse potenziato in modo decisivo l’ispettorato del lavoro, premessa indispensabile per qualsiasi reale controllo del mercato del lavoro e delle condizioni salariali e di lavoro offerte" sottolinea l'MPS. "Oggi, come detto, i salariati di questo cantone stanno pagando il prezzo di quella politica, osservando un mercato del lavoro sempre più selvaggio, nel quale i diritti di chi lavora vengono sistematicamente negati. Sempre più i lavoratori e le lavoratrici sono sottoposti al ricatto di accettare il peggioramento delle condizioni di lavoro e di salario o di andarsene. Lo conferma oggi, cercando goffamente di smentire quanto denunciato dall’MPS, uno dei responsabili cantonali, Michele Morisoli, dell’assicurazione Helvetia, quanto sostiene spudoratamente che, di fronte a proposte peggiorative, “il dipendente è libero di non accettare". Un condensato dell’ipocrisia liberale".

Per questo motivo l'MPS rilancerà la propria azione di lotta al dumping lanciando la nuova iniziativa, che riprende e approfondisce alcune delle proposte già avanzate a suo tempo.

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