
Rammarico, preoccupazione e una volontà unanime di farsi sentire. Sono questi i sentimenti che stanno prevalendo nel Mendrisiotto a seguito dell'annuncio delle FFS della seconda tranche della riorganizzazione di Cargo, con conseguenti perdite di quaranta posti di lavoro (si stima la metà dei quali a Chiasso). Ieri il tema è stato dibattuto durante un incontro intercomunale con municipi del Mendrisiotto e Basso Ceresio. «Abbiamo raggiunto la conclusione, per quanto riguarda la situazione di FFS Cargo, di fare una lettera congiunta per esprimere il nostro rammarico e puntualizzare alcuni aspetti. Ad esempio, che il territorio si aspetta anche delle compensazioni in altre attività», spiega a Ticinonews Sera il sindaco di Chiasso, Bruno Arrigoni.
Da Cargo a Melide
Sono due le tematiche principali. Una, quella più recente, legata all'attualità di FFS Cargo e alla perdita di posti di lavoro. Un brutto colpo per la regione. «Negli ultimi anni avevamo avuto dei segnali positivi con degli investimenti nelle strutture, purtroppo con questo segnale viene stroncato tutto in modo netto e ritornano tutti i dubbi e le problematiche che c'erano fino a qualche anno fa», chiarisce Arrigoni. La seconda è relativa al traffico passeggeri e più in particolare al progetto che le FFS stanno mettendo in atto a Melide. «Ci sarà un terminale per i treni lunghi, un possibile parcheggio. Vuol dire che questi treni - principalmente Intercity - potranno non arrivare più nel Mendrisiotto. Seppur pochi mesi fa da Berna era stato confermato che gli Intercity devono arrivare fino al confine, con questo nuovo investimento si dà un messaggio esattamente opposto». Questa questione preoccupa anche la Commissione regionale dei trasporti che, da noi contattata, conferma che ci sono timori sul futuro della lunga percorrenza e che verrà scritta una lettera all'attenzione del Consiglio Federale, anche per capire se la mozione Romano, grazie alla quale gli Intercity continuano ad andare fino a Chiasso, verrà applicata oltre la strategia ferroviaria 2035.
Rivendicazione già nota
Nel Mendrisiotto, insomma, emergono perplessità per le decisioni e anche il timore di essere tagliati fuori. Da qui le due lettere, che saranno poi probabilmente spedite sia all'esecutivo sia alle ferrovie. Ma delle compensazioni ci potrebbero essere? Ieri, alla trasmissione Radar, la domanda è stata girata alla direttrice regionale per la regione sud delle FFS, la quale ha spiegato che «questa rivendicazione è già stata fatta mesi fa e che è effettivamente sul tavolo di chi di dovere», quindi, «vedremo».

