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Ticino
La verità di Ottini
Redazione
14 anni fa
Marco Ottini ribatte alle accuse mosse nei suoi confronti dalla PCi. "Il complotto una mia invenzione? Ma se lo dice il Tram..."

Dopo gli articoli apparsi oggi, in cui la delegazione della Protezione civile del Bellinzonese chiude la porta a un eventuale rientro di Marco Ottini, licenziato ma poi riabilitato dal Tribunale federale, e gli lancia pure qualche frecciata, del tipo "non fare la vittima e non inventarti complotti", il diretto interessato precisa la propria posizione. Ai microfoni di Radio 3i afferma che il complotto non è affatto una sua "tesi fantasiosa", ma è citato in una sentenza del Tram. "La perizia può essere stata falsata""Innanzitutto ci terrei a sottolineare il fatto che la sentenza del Tribunale federale si rifa molto a quella che era stata la decisione del Tribunale amministrativo cantonale" inizia Ottini."Sull'acquisizione di questi dati - l'ho detto già in partenza - non ho avuto la possibilità di fare una salvaguardia dei file del computer, per cui subito avevo preso posizione, nel senso di dire che mi premunivo di non accettare i risultati. Perché come tutti sanno chiunque potrebbe poi inserire dati che non erano nel computer ma che alla fine possono figurare all'interno in una perizia." "Il complotto è confermato dal Tram""In ogni caso, tornando alla sentenza, sottolinerei forse un aspetto importante" prosegue Ottini. "Io parlavo di complotto e in effetti, forse in forma più tenue, se ne parla a pagina 17 del Tram, dove si dice che l'insieme delle circostanze sembra indicare che "il consorzio non cercasse solo di verificare un sospetto di abuso degli strumenti informatici, abuso che avrebbe potuto facilmente stroncare richiamando all'ordine il ricorrente, ma cercasse di procurarsi il pretesto e la prova per porre fine al rapporto d'impiego." Questa secondo me è una cosa importante ed è stata ribadita pure dal Tribunale federale. Questa volontà di far sì che Ottini non fosse più dipendente del consorzio c'era, c'è stata e viene ribadita ancora adesso." "Io modesto? Va bene""Fa piacere sentirli dire che io avevo posizioni professionali e politiche modeste. Io non ero solo un impiegato, ero vicecomandante, ero capo dell'istruzione e lo sono ancora, visto che fino a prova contraria sono ancora dipendente del consorzio, ho partecipato a quasi tutte le operazioni significative di intervento in Ticino, sono stato il promotore del primo intervento di protezione civile svizzera all'estero, in Piemonte in occasione dell'alluvione, ero municipale di Bellinzona, che è poi la capitale del Cantone. Se tutto questo rientra in un concetto modesto, va bene. Di sicuro c'è chi riesce ad avere una propria vita sociale migliore della mia." "Imbarazzante tornare? Per gli altri, non per me""Per me non sarebbe imbarazzante tornare al lavoro alla PCi, semmai sarebbe di imbarazzo per qualcun altro. Io ho delle sentenze, cantonali e federali, che hanno annullato questa decisione di interrompere il rapporto di lavoro con il licenziamento in tronco. Per me non cambierebbe, perché oltre ad essere il mio lavoro era anche la mia passione. Se c'è qualche difficoltà, al limite potrebbe essere dalla parte degli altri nell'accettare che io possa rientrare nella mia attività professionale. Non va dimenticato che io adesso ho 54 anni e il reinserimento in un'altra attività diventa molto difficile. Poi in questi tre anni ho anche passato tutta la trafila della disoccupazione, fino alla sua scadenza, e in questo periodo non ho trovato alternative professionali. Quindi non vedo perché non dovrei ipotizzare un possibile rientro al 100%." "Ora aspetto i cambiamenti politici""A questo punto aspetto un attimo e poi vedrò cosa fare. Anche perché ci sarà un grosso cambiamento a livello di consorzio, nei prossimi mesi ci sarà un radicale cambiamento. L'attuale delegazione verrà modificata in gran parte perché c'è una nuova ripartizione tra i Comuni. Il primo passo è aspettare questo cambiamento e poi deciderò v

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