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Ticino
La Valascia presto in pensione
Redazione
5 anni fa
Con l’apertura della nuova pista del ghiaccio, lo storico stadio dell’HCAP si svuoterà dei suoi tifosi. Una pista singolare in Svizzera. Il giornalista sportivo Andreas Wyden ripercorre alcuni ricordi

Quello di venerdì sera è stato forse l’ultimo derby disputato alla Valascia. La pista è un vero e proprio luogo istituzionale in Leventina. Nel 2008, era stato il prestigioso quotidiano New York Times a definirla una pista “dall’atmosfera incredibile”. Il nuovo stadio del ghiaccio, accanto all’autostrada, ha una forma sempre più riconoscibile e il trasferimento della compagine si avvicina. Per rivivere alcuni momenti che hanno fatto la storia della “vecchia” Valascia, Teleticino ha intervistato il giornalista sportivo Andreas Wyden.

“La prima volta che fui ad Ambrì”, spiega il commentatore, “la squadra aveva vinto contro un’équipe di cui non ricordo il nome, segnando due reti, di cui una di testa... col casco, ovviamente! Gli avversari protestavano per questa rete sicuramente anomala”.

Un trait d’union fra passato e presente
Ad avere fatto parlare di sé in questi decenni non tuttavia è solo l’HCAP, perché pure la sua “casa” è restata nella memoria di tutti gli appassionati di questo sport, indipendentemente dalla tifoseria a cui appartengono. “La Valascia è sempre stata una pista “vecchia”. Questo però ha sempre avuto un suo fascino. La Valascia poteva essere considerata una sorta di trait d’union tra l’hockey “eroico” del passato e i tempi moderni, con la pista che appunto moderna non era. Nonostante tutti i lavori eseguiti, il fascino antico dello stadio rimaneva e aveva una eco nazionale, non solo regionale”.

Quella finale del ‘99
“La finale di campionato del 1999 è stata sicuramente particolare: ad affrontarsi erano le due squadre ticinesi”. E il cantone era giustamente diviso: “Nei giorni precedenti la partita, la gente mi fermava sempre in strada, dicendomi: ‘stasira vincium!’. Io rispondevo: ‘sì ma chi, Lügan o l’Ambrì?’ Nessuno infatti dichiarava la propria fede hockeistica... Perfino mia moglie mi assillava dentro casa criticando i miei commenti!”

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