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Ticino
La truffa del mobiletto
Redazione
14 anni fa
Una truffa organizzata da alcuni rom per scambiare mazzette di denaro vero con quelle false

Si nascondevano all’interno di un mobiletto. Scambiavano mazzette di denaro vere con quelle false. Una truffa creata ad arte da alcuni rom in Ticino, che negli ultimi anni ha fruttato alcuni milioni di franchi. Ma per capire meglio l’inganno facciamo un piccolo passo indietro e ricostruiamo la vicenda. La frode inizia con un annuncio pubblicato dai malviventi legato a vendite di gioielli o compravendite immobiliari. Le vittime contattano i truffatori. L’incontro avviene in albergo, dove i sedicenti venditori piazzano il loro mobiletto, con un complice all’interno. Subito dopo spiegano alle vittime che per concludere l’affare è necessario cambiare il denaro in “nero” per non lasciare traccia. E qui entra in gioco il mobiletto. Gli autori prendono delle mazzette di soldi vere le mostrano alla vittima e le mettono in un altro cassetto. All’interno il complice scambia la mazzetta vera con quella falsa. Alla fine alle vittime viene consegnata una valigetta con i soldi falsi. Quando le vittime aprono la valigetta è ormai troppo tardi. Ne abbiamo parlato con Angelo Fieni commissario della sezione reati contro il patrimonio della polizia cantonale. Nel 2011 ci sono stati ben 10 i casi, e quest’anno 3. Le refurtive vanno dai 50 mila franchi al milione. Gli autori operano con nomi falsi, sono ben distinti, e usano cellulari intestati a prestanomi ci dice Fieni. Insomma una truffa in grande stile.[email protected]

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