
È il giorno di Christian Vitta sui quotidiani della Svizzera tedesca. In molti dedicano infatti oggi ampio spazio all'ipotesi di una candidatura per il Consiglio federale del consigliere di Stato ticinese, definito "l'alternativa a Ignazio Cassis".
Tutto parte da una lunga intervista del Blick al direttore del DFE, ripresa da numerosi quotidiani, dal St. Galler Tagblatt al 20 Minuten.
Il Blick esordisce scrivendo che appena dopo le dimissioni di Didier Burkhalter, tutti hanno indicato il nome del consigliere nazionale Ignazio Cassis come principale papabile alla sua successione in Consiglio federale. "È del giusto partito, il PLR, e viene dal giusto Cantone, il Ticino" si legge. "Ma ci sono anche riserve nei confronti del capogruppo PLR in Consiglio nazionale: il suo impegno per il ramo delle casse malati porta a conflitti d'interessi. E il suo ruolo nella consultazione della riforma delle pensioni gli ha creato dei nemici."
"Ma il PLR ticinese vuole nominare un solo candidato" prosegue il Blick. "Una strategia rischiosa, come mettono in guardia sempre più numerosi liberali radicali, perché la Svizzera italiana potrebbe uscirne ancora una volta a mani vuote."
"E se alla fine il PLR ticinese dovesse invece puntare su due candidati?" si chiede il quotidiano svizzero tedesco. "Allora entrerebbe in gioco anche il consigliere di Stato Christian Vitta, con la sua lunga esperienza di Esecutivo."
Il diretto interessato, dal canto suo, continua a non sbilanciarsi. "La mia decisione dipende dal mio partito" dichiara Vitta al Blick. "Saranno loro a decidere quanto candidati presentare. Se fosse solo uno, allora Ignazio Cassis avrebbe le migliori chance. Ma se il PLR ticinese dovesse puntare su più candidature, allora il discorso sarebbe diverso."
Vitta sottolinea di essere più giovane di Cassis e di rappresentare quindi un'altra generazione di politici. "Questo può essere un vantaggio, ma anche uno svantaggio" afferma, ribadendo di avere comunque alle spalle una lunga esperienza, dai 15 anni come sindaco di Sant'Antonino ai due ora in Consiglio di Stato. "E provengo da un ambiente ben diverso: sono un economista."
I temi di Vitta sono quindi l'economia e le finanze, "temi che potrei portare in qualsiasi dipartimento. Anche nel settore sanitario, come vediamo oggigiorno: si parla meno di salute, quanto più di problemi finanziari."
C'è però chi ritiene che Vitta abbia un handicap, la mancanza di conoscenze a Berna. "Non è del tutto vero" replica lui. "Come granconsigliere ero membro della Commissione federale delle lotterie e delle scommesse, oggi faccio parte del Consiglio della Banca nazionale svizzera e sono presidente della Conferenza dei governi dei Cantoni alpini. Inoltre sono vicepresidente del PLR nazionale."
Insomma, anche Vitta avrebbe le carte in regola. Ma la decisione, come ribadisce lui, spetta al partito. "Non posso esprimermi sulla strategia che va seguita, perché sono direttamente implicato. La mia opinione non sarebbe quindi neutrale."
Un'eventuale candidatura di Vitta è quindi ancora tutta da valutare. "Attendo prima la decisione del mio partito cantonale" afferma sorridendo. "Ma chiaramente, sarebbe un cambiamento decisivo nella mia vita."
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