Cerca e trova immobili
Ticino
"La Svizzera può contare su una cosa: il suo popolo"
"La Svizzera può contare su una cosa: il suo popolo"
"La Svizzera può contare su una cosa: il suo popolo"
Redazione
9 anni fa
Così il consigliere di Stato Norman Gobbi nella sua allocuzione del Primo d'Agosto a Villa Bedretto

In occasione della Festa Nazionale, il consigliere di Stato Norman Gobbi ha tenuto questa sera la sua allocuzione ufficiale a Villa Bedretto, ossia - come ha sottolineato lui stesso prendendo la parola - "a due passi da casa, in una Valle nel cuore della Svizzera, uno spettacolo della natura, una roccaforte per le tradizioni alpestri, ma anche una via di connessione tra il Ticino e Oltre Gottardo. La Valle Bedretto è un emblema della nostra identità".

Continuando a parlare del luogo dove questa sera ha festeggiato il Primo d'Agosto, il direttore del Dipartimento delle istituzioni ha detto che ci si trova di fronte "a uno spettacolo di forza e maestosità, che nella storia a volte siamo riusciti a 'ammaestrare', mentre a volte ci ha sopraffatto. L’abbiamo affrontata costruendo vie di transito che mettono in collegamento il nord con il sud, fronteggiando le vie impervie delle nostre montagne o passandoci attraverso. Se ci pensiamo non è un’impresa da poco, e come ben sappiamo a volte è costata addirittura delle vite. È la stessa natura che negli anni si è rivoltata, in tutta la sua forza, contro chi cercava di conviverci, come per le valanghe del 1863 e del 1749. Furono due valanghe talmente distruttive che decimarono la popolazione. Ed è la stessa severa natura che ha causato l’emigrazione stagionale e un inevitabile spopolamento negli anni, per chi non riusciva a trovare un’occupazione per vivere tutto l’anno in Valle".

E allora il ministro ha portato di fronte ai presenti la sua esperienza personale, di uomo che ha deciso di abitare in Leventina, come probabilmente buona parte dei presenti, con tutti i pro e i contro del caso: "Abbiamo fatto la scelta di abitare in un luogo che non sempre è accogliente, che non sempre è 'comodo', ma non possiamo farne a meno. Questo perché è un luogo che in ogni modo ci rappresenta, e al quale siamo fortemente legati. È un sentimento che portiamo con noi anche quando, per un motivo o per l’altro, ci spostiamo nei centri urbani del nostro Cantone o oltre Gottardo".

Gobbi è poi entrato nel vivo del discorso riferendosi alla Festa nazionale e al momento particolare che stiamo vivendo: "Oggi festeggiamo la nostra Patria, che ha un anno in più. Un anno fatto di accadimenti che, nel bene e nel male, hanno toccato la Svizzera o l’hanno sfiorata di poco. Quello che stiamo vivendo è un momento storico nel quale rischiamo di farci sopraffare da incertezza e timore. Anche se la Svizzera non è ancora stata toccata direttamente da un attacco terroristico, diversi Paesi attorno a noi sono ormai già stati confrontati con quella che non è più una situazione nuova, nemmeno alle nostre latitudini. Un contesto che destabilizza, chiaramente, che ci può far preoccupare. Non dobbiamo però farci cogliere dal panico o cambiare le nostre abitudini: è proprio questo l’obiettivo degli autori degli attentati terroristici. Assecondare la loro volontà significherebbe quindi rendere vincente la loro strategia, che si nutre di paura e terrore".

Per il consigliere di Stato la Svizzera può contare su una sua particolare caratteristica per affrontare una situazione come quella attuale: "Questa caratteristica, secondo me, è il popolo svizzero. Noi che, vivendo a stretto contatto gli uni con gli altri, nel nostro piccolo territorio, abbiamo creato una rete forte, costruita sulla fiducia e sul mutuo aiuto. (...) Sono certo che gli altri Paesi possano invidiare la Svizzera come sistema, ma sono oltremodo convinto che siano in molti a invidiare la nostra nazione per il suo popolo. L’eredità del sistema di vicinanze, malgrado l’evoluzione repentina e incerta della situazione europea e globale, ci garantisce un appiglio, un punto fermo al quale affidarci per poter andare avanti uniti e resilienti".

"La forza della nostra Patria è proprio questa - ha aggiunto il ministro nel suo discorso del Primo d'Agosto -: un grande senso di comunità, basata susolide radici, sulla prossimità tra le persone, sul riconoscimento delle peculiarità di ognuno, sull’attaccamento alle proprie origini. Per questo io mi sento svizzero, ma mi sento soprattutto ticinese e ancor di più leventinese".

Alla luce di ciò, Gobbi ha tenuto a fare un augurio speciale alla nostra piccola fetta di Svizzera nel giorno della Festa Nazionale: "Che si preservi così com’è, nella sua maestosa bellezza, e che sia un luogo accogliente per la vita di tutti noi che decidiamo di stare in Valle. Che negli anni non perda la sua vitalità e la sua attrattività, ma anzi che ne guadagni di nuova. Che si continui a vivere tramandando il sentimento della vicinanza, lo stesso sentimento che accompagnò i Padri fondatori nel 1291 sul Grütli, che li spinse a unirsi, identificandosi in un’unica realtà federale, ma facendo ognuno la propria parte per il bene della propria comunità, in quello che mi piace riassumere nel motto 'Tutti per uno, uno per tutti'".

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata